Napoli, 9 gen – Nino D’Angelo come De Magistris e Orlando. In una intervista a Repubblica il cantante napoletano si è scagliato contro la politica sull’immigrazione di Matteo Salvini, accusando il ministro dell’Interno di fare la voce grossa con i “migranti” e di tergiversare nel contrastare il razzismo degli ultras. “Sono antirazzista da quando sono nato”, ci ha tenuto subito a mettere le cose in chiaro l’autore di Nu jeans e na maglietta, “questo ministro che chiude i porti ai migranti e lascia aperte le curve ai razzisti si commenta da solo. D’altra parte, di cosa ci meravigliamo? È lo stesso che cantava “Vesuvio, lavali col fuoco”, spiega ricordando l’episodio dei cori anti napoletani lanciati dal leader leghista ad una festa di partito anni fa.

D’Angelo, che a febbraio tornerà tra i “big” al Festival di Sanremo, condivide la scelta di Carlo Ancelotti di ritirare la squadra dal campo in caso di nuovi cori offensivi lanciati dai tifosi avversari. “Secondo me fanno benissimo. Bisogna pur lanciare qualche segnale concreto. Serve una lezione di senso civico, senza girarci intorno. I napoletani vengono insultati pure quando la squadra non gioca, non è accettabile. E allo stesso modo, voglio ribadire che non si può morire per una partita di calcio. L’ho detto quando fu ucciso Ciro Esposito, sono costretto a ripeterlo adesso dopo la morte del tifoso interista Daniele Belardinelli”.

Il cantante partenopeo arriva a paragonarsi al calciatore azzurro Koulibaly definendosi anche lui “vittima di razzismo”. “So come ci si sente”, insiste D’Angelo, “negli anni ’80, in tante parti del Nord, trattavano noi meridionali come oggi vengono etichettati i migranti. Ed è assurdo che negli stadi si debbano ascoltare anche certi cori contro una città, contro un popolo. Le parole sono importanti, vanno usate con cautela”.

E anche la Lega, nonostante ormai sia un soggetto nazionale, è ancora quella che “voleva dividere l’Italia”. Per D’Angelo “ha cambiato tante posizioni, adesso è tutto tarallucci e vino. Però mi viene da pensare che il suo pensiero sia sempre lo stesso. Non si chiama più Lega Nord, bensì solo Lega. Eppure la sua natura resta quella“. Infine l’accusa di “vigliaccheria” nei confronti dell’attuale ministro dell’Interno: “Evidentemente è più facile mostrare severità contro 49 persone, fra le quali donne e bambini, che si trovano in mezzo al mare. Ma non mi stupisco, sono anni che Salvini delegittima il Sud. Basta fare un giro in internet, ci sono i filmati che lo riprendono mentre intonava quei cori”.

Davide Di Stefano

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4 Commenti

  1. Un tempo la sinistra disponeva di scrittori come Moravia, di sindaci come Dozza, di cantanti come Guccini… Oggi può contare su Saviano, de Magistris e Nino d’Angelo.

  2. Il signor Piero ha detto una verità sacrosanta, direi che l’elenco è lungo ed incoraggiante … non dimentichiamo una attrice della statura di Asia Argento, una ministra dell’istruzione come la Fedeli, un creativo come il simpatico O. Toscani e poi industriali onesti e capaci tipo i Benetton, giornalisti-sacrestani come Fazio e … mi fermo perchè tra un po’ si prepara cena!

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