Roma, 15 nov — Le dichiarazioni e i provvedimenti del governo francese contro l’Italia sono «ingiustificate e pretestuose» e «poco dignitose» per il nostro Paese: con questa spiegazione il generale italiano Antonio Li Gobbi dà uno schiaffo a Parigi decidendo di restituire, tramite raccomandata all’ambasciata francese a Roma, la Medaglia di bronzo della Difesa Nazionale di cui era stato insignito nel 1996 per la sua attività militare in Bosnia Erzegovina.

Il generale Li Gobbi restituisce la medaglia alla Francia

Il riferimento è alla frattura diplomatica creatasi negli ultimi giorni tra i due Paesi a causa del «rimpallo» sullo sbarco della nave Ong Ocean Viking carica di clandestini recuperati in mare. Con la restituzione della medaglia, Li Gobbi contesta i toni forti dei ministri francesi — che in merito alle politiche migratorie non sono certo in grado di dare lezioni morali a nessuno — a partire dall’appello, rivolto a tutte le nazioni europee, di isolare lo Stivale e sospendere il Meccanismo di solidarietà per la redistribuzione degli immigrati. Quella stessa Parigi che predica spirito europeo di accoglienza e di solidarietà e poi nei fatti persegue obiettivi pratici legati al solo interesse nazionale francese, come rafforzare, per mera ritorsione diplomatica, i controlli alle frontiere franco-italiane.

Atteggiamento poco dignitoso

«Ho ritenuto poco dignitoso non solo l’atteggiamento di mettersi a fare un po’ come la “maestrina” che sgrida il bambino poco bravo e soprattutto lo addita al pubblico ludibrio degli altri Paesi europei», spiega Li Gobbi intervistato dal Timone «ma anche l’invasione di campo, accompagnata anche da alcune misure muscolari poco comprensibili, come lo schieramento delle forze di polizia sulla frontiera». Il gesto di restituire la medaglia, dunque, va interpretato come un segnale nei confronti «dell’attuale governo di Parigi. E l’ho fatto anche per vedere se altri colleghi sono disponibili a seguirmi, perché ovviamente se si aggiungono altre persone oltre a me, ormai generale in pensione, questo potrebbe diventare un elemento di forza nella successiva, e necessaria, fase di mediazione tra Francia e Italia».

Secondo il generale, dunque, non vanno accettate «posizioni di presunta superiorità» del governo francese: «come Italia dobbiamo far valere la nostra dignità». La restituzione della medaglia, conclude Li Gobbi, ha raccolto consensi sia tra le fila dei militari sia nel mondo civile. «Quindi probabilmente è stato un gesto che ha colto le corde di un sentimento che può essere abbastanza ampio a livello nazionale proprio per questa situazione contingente».

Cristina Gauri

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