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Roma, 28 lug – «Il saluto con il gomito è la fine della specie umana». Si fa fatica a dare torto a Matteo Salvini, intervenuto ieri al convegno Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti, che si è svolto a Roma nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva. Il leader del Carroccio ha preso parte alla conferenza senza mascherina: «Non ce l’ho e non la indosso», ha detto perentorio addirittura scansando un commesso del Senato che gli si era avvicinato ricordandogli di indossarla; difficile non ritenere questa affermazione una precisa scelta di campo.

Il convegno, organizzato dall’Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali, vanta tra i suoi promotori Armando Siri e Vittorio Sgarbi, un altro del partito anti-mascherine: «C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti – ha detto ieri Salvini – Ma la libertà di pensiero è il primo bene a rischio qui in Italia: io però se uno mi allunga la mano per salutarmi, mi autodenuncio e la mano gliela do comunque. Basta coi bollettini del contagio: sono terrorismo mediatico».

Nessuno nega l’esistenza del virus; semmai, si critica la negazione del buonsenso che pervade la narrazione governativa e la violazione sistematica delle libertà individuali. Lo sostengono anche due professori di diritto, due giuristi come Sabino Cassese e Michele Ainis: «Noi non possiamo negare che ci sia una pandemia mondiale con oltre 16 milioni di persone contagiate – spiega Ainis –. Ma dobbiamo anche ammettere che in Italia sono state violate alcune libertà costituzionali. Nel nostro sistema è compito del Parlamento dichiarare l’emergenza non del governo. Nella prima parte della crisi le Camere invece sono rimaste mute, mentre il governo ha abusato nell’uso dei Dpcm. Il virus della decretite ha infettato il nostro ordinamento». Se sussiste una situazione comprovata di pericolo, incalza Cassese, «non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre» come sembra nelle intenzioni del governo Conte.

Interviene poi Sgarbi, secondo il quale «Le istituzioni dovrebbero ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più. Esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid-19 come falso allarme globale». E suggerisce la costituzione di «un comitato scientifico alternativo a quello istituzionale del governo», formato da medici, biologici, giuristi, scienziati, ricercatori e intellettuali, un anti-Cts di cui, secondo il sindaco di Sutri, dovrebbe far parte anche Alberto Zangrillo, il direttore dell’unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano: «Ho già detto che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente e questa mia affermazione è condivisa da molti colleghi. Forse ho sbagliato i toni con cui l’ho detto e chiedo scusa, ma finora nessuno è riuscito a confutare le mie parole».

Cristina Gauri

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