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Roma, 26 ott – «Una decisione irrazionale, cieca, assurda». È con queste parole che l’immunologa Antonella Viola ha sonoramente bocciato il nuovo Dpcm del governo Conte. L’esperta, che è professoressa ordinaria di patologia generale presso il dipartimento di scienze biomediche dell’Università di Padova, si era già fatta un nome bacchettando in diretta tv il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. E ora demolisce del tutto anche il decreto del presidente del Consiglio, che è una specie di lockdown mascherato. «La decisione di imporre la chiusura di bar e ristoranti (perché salvo pochi casi questo significa chiusura totale, non ci prendiamo in giro), palestre, teatri e cinema significa condannare intere famiglie alla disperazione e un intero paese ad una tensione sociale insostenibile», ha scritto la Viola in un lungo post sulla sua pagina Facebook.

«Il Dpcm avrà un impatto disastroso»

Il post della Viola è inequivocabile sin dal titolo, Not in my name, e cioè «Non nel mio nome», rimarcando così la sonora bocciatura per Conte. «È una decisione irrazionale, cieca, assurda. Non so se queste misure avranno un impatto sulla diffusione dei contagi – ha proseguito – e, onestamente, io non lo credo, perché le persone si incontreranno ugualmente ma in posti non controllati (ma mi auguro di sbagliare). Certamente avrà un impatto disastroso sulla salute di moltissimi individui e di tutta la collettività. Nel tempo, aumenteranno i casi di depressione, i suicidi, la violenza domestica. La didattica a distanza per tutte le classi delle superiori contribuirà a peggiorare il quadro, sia a breve sia a lungo termine. Per molti ragazzi la scuola è l’unico posto sicuro, l’unico strumento che possa salvarli, l’unico luogo di socializzazione».

«Il Paese sarà disintegrato a livello socioeconomico»

«So che nel Governo qualcuno si è battuto perché questo non accadesse. Il vice-ministro Sileri mi ha chiamato ieri sera e mi ha espresso tutta la sua contrarietà a queste misure inutili e dannose. Ma evidentemente l’irrazionalità ha prevalso sull’equilibrio», è il commento tranchant dell’immunologa. «Tra un mese – ha proseguito la Viola – ci troveremo in un paese ancora colpito dall’epidemia ma in più disintegrato dal punto di vista economico e sociale. Cosa faremo allora? Cosa si farà a fine novembre quando ci si accorgerà che le misure non hanno avuto l’impatto sperato? O, se anche dovessero miracolosamente funzionare, a quel punto qual è il piano per arrivare a fine 2021, quando forse il vaccino sarà davvero disponibile per gran parte della popolazione? Cosa verrà fatto in questo mese di nuovi sacrifici per far sì che a partire dal 24 novembre tutto possa ricominciare a funzionare? Su questo nessuna risposta. Si naviga a vista perché nessuno ha pensato di accendere il radar».

«Dpcm inutile»

Che intende di preciso? «Il radar sono i dati, quelli che in questi mesi devono essere stati raccolti per il tracciamento. Quei dati che, se sapientemente usati, dovrebbero dirci dove avviene il contagio e dove no. Il radar è anche la lungimiranza, la consapevolezza che il virus non andrà via, che il vaccino non sarà una soluzione rapida e che non possiamo tirare avanti tra lockdown e coprifuoco. Imporre scelte così pesanti senza avere la dimostrazione della loro necessità ed efficacia non è ammissibile», ha concluso la Viola, facendo capire in tutti i modi che no, questo Dpcm non serve assolutamente a nulla.

Vittoria Fiore

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