Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 feb – Lockdown, ancora tu. Ma non dovevamo vederci più? Al netto dei facili entusiasmi, il paese si aspettava e si aspetta dal nuovo governo una quantomeno maggior sistematicità nelle decisioni necessarie per contrastare la pandemia e i suoi effetti collaterali. Si improvvisa sul palcoscenico, non quando si siede nel Consiglio dei ministri italiano, durante oltretutto la più grave crisi sanitaria, economica e sociale dal dopoguerra. E probabilmente va letto in questo senso l’ordine perentorio impartito da Mario Draghi a tutti i suoi ministri per il quale nessuno deve parlare prima di aver compiuto definitivamente un’azione, anticipandola quindi. Nessun colpo di scena, e, quindi, una riduzione della probabilità di scatenare liti che si consumerebbero tra tivù, interviste e interventi, con strascichi pesanti sulla tenuta di una maggioranza che più variegata non si può.



Ricciardi e lo spettro del lockdown

Walter Ricciardi, consulente di spicco del confermato ministro Roberto Speranza, pare muoversi nella direzione opposta. E infatti ha fatto sapere che secondo lui è necessario imporre un lockdown totale sull’Italia intera per riportare i contagi a 50 al giorno ogni 100mila abitanti. La necessità, secondo Ricciardi, è quella di smettere di convivere con la pandemia, cosa che invece ha voluto fare lo scorso governo. Ha anche avvisato (sebbene molti la prendano come una minaccia) che in questa settimana sottoporrà questa sua proposta al ministro della Salute. Non ha senso far trapelare queste mezze intenzioni, soprattutto se appartengono a un consulente che da adesso avrà a che fare con un governo e un premier nuovi, quindi con un indirizzo che anche il ministero della Sanità dovrà seguire e che segnerà una discontinuità dal precedente.

La consulenza di Ricciardi dovrebbe servire al ministro Speranza per poter ponderare gli interessi in gioco, tirando poi le somme sul da farsi. L’incubo sta nel fatto che qui sembra che solo virologi e medici abbiano voce in capitolo. E possano esprimere tutte le loro più disparate opinioni salendo su un palco che non contribuisce a mantenere quel rigore e quell’ordine necessari per coinvolgere sessanta milioni di persone che non possono sentirsi sballottate da una parte all’altra. Il primo passo mosso dal governo è questa sorta di minaccia fatta trapelare dal consulente Ricciardi e per niente smentita dal ministro Speranza. Che assurdità: quello che dovrebbe stare in seconda fila a dar suggerimenti impugna il megafono e straparla. Poi, quello che invece siede nei primi posti, deve barcamenarsi tra una mezza smentita e un mezzo accoglimento della proposta. Si vede che Ricciardi conosce bene il suo ministro e sa che Roberto Speranza va piuttosto d’accordo con il controllo sociale da psicopolizia che taluni medici sognano di imporre.

La nuova bipartizione nell’era Covid

I lockdown vi renderanno liberi, questo è il loro punto. E il meccanismo subdolo sta nel presentare una misura indigeribile e inaccettabile (lockdown dalle due alle quattro settimane, come se fossero noccioline) come l’unica via per guadagnarsi salute e paradiso. E chi sogna una terza via, o addirittura osa sognare uno zoccolo duro di libertà inattaccabili, merita di finire nelle fornaci dell’inferno. È la nuova bipartizione nell’era Covid-19. Agostino Miozzo, coordinatore del Centro tecnico scientifico del ministero della Salute, ha proclamato recentemente che “la terapia più efficace sarebbe un lockdown totale di due mesi”. Il problema, a detta sua, è che neanche si può aprire di nuovo perché sennò sui Navigli e a Trastevere il Covid farebbe dei grassi aperitivi. E allora l’idea geniale: per le riaperture serali dei ristoranti “chiederei al governo un controllo efficace del territorio per i prossimi due o tre mesi, con il contributo anche dell’Esercito”.

Massì, mandiamoci le forze speciali a stanare due tizi rei di avere il naso fuori dalla mascherina, utilizziamo gli incursori per planare sui ristoranti che hanno due tavoli troppo vicini. Bella la serietà, ti fa sentire un duro. Epperò Miozzo ha precisato che le sue sono ipotesi, tutta accademia, niente di concreto. È come se ci avesse raccontato i suoi sogni proibiti. Ricciardi si è mosso in questa stessa direzione, spargendo il sale del panico sulle macerie di un’Italia che va a scatafascio. Ma chi credono di essere?

Lorenzo Zuppini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. con una magistratura degna di questo nome,questi influencer sanitari sarebbero dovuti essere stati indagati da un pezzo per procurato allarme, CP art. 658

    “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.”

Commenta