Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 set – Il cadavere di Willy Monteiro non si era ancora raffreddato che la sinistra ci stava già provando. E continuano a provarci, senza sosta, ad «accollare» al fascismo, all’odio, al razzismo, a Salvini la responsabilità dell’assassinio del 21enne di Colleferro. Del resto l’occasione gli si è presentata su di un piatto d’argento: quando mai ti ricapita l‘omicidio di un ragazzo di origini capoverdiane, massacrato di pugni da un gruppo di coatti fanatici dell’Mma, da cannibalizzare e strumentalizzare fino allo sfinimento. Quando ti ricapita, in piena emergenza migratoria, con le statistiche della criminalità legata all’immigrazione schizzate alle stelle, la narrazione del ragazzetto di colore sorridente, di seconda generazione, perbene e lavoratore, ucciso per aver tentato di difendere i suoi amici? L’establishment politico e culturale dello Stivale non si è fatto pregare nemmeno stavolta: appena resa nota l’identità e la foto di Willy sono scattati sulle sedie come molle. Ovviamente la smentita degli inquirenti, che hanno subito escluso il movente del razzismo, gli è entrata in un orecchio e gli è uscita dall’altro. Vale a dire: sì, ok, non ci sarà stato il movente, ma sicuramente avranno pensato «neg*o» mentre lo facevano a pezzi. Non l’avranno ammazzato per razzismo, ma l’Mma è da fasci.

Insomma, aprendo Twitter c’è l’imbarazzo della scelta: a partire da Chef Rubio – che deve tirare in causa Salvini almeno una volta al giorno, altrimenti si sente costipato – tuona: «Da oggi le spedizioni punitive a calci in faccia equivalgono a fare la pace. Oltre alla tragedia devastante per la vita strappata, spiccano la viltà (tanti contro 1) e la mancata assunzione di responsabilità di chi ha sbagliato, tipiche dei fascisti e dei politici come Salvini». 

Tranchant il presidente della Federazione nazionale stampa italiana Beppe Giulietti, che parla di non meglio specificate «bonifiche» per eradicare la feccia fascista: «Dal momento che la Costituzione é antifascista e antirazzista sarà il caso di procedere ad un’immediata “Bonifica” prima che la tragedia si ripeta». Ignoriamo quale possa essere la natura delle «bonifiche», ma avendo taggato l’Anpi si suppone avesse in mente dei provvedimenti nordcoreani. 

Non poteva mancare Berizzi, che se la prende con lo sport, come se le varie discipline di combattimento venissero praticate solo a destra: «C’è una rete di palestre in cui gli sport da combattimento si usano per allevare picchiatori e militanti. Dove si trasmette il culto dell’autoritarismo, della violenza, l’ossessione razzista, la pulsione identitaria». Il direttore della Stampa Massimo Giannini ha invece toni da ex vittima di bullismo delle medie e lo dice proprio chiaramente: chiudete tutto. «Ciao Willy, ragazzo coraggioso e generoso. Ma ora, puniti i due esaltati energumeni che lo hanno massacrato, vogliamo bandire certe discipline “marziali” e chiudere le relative palestre?». Ma certo. Bandiamo le arti marziali, ma anche i coltelli da carne, le mazze da baseball, i battipanni, lo zoccolo di legno che ti lanciava la mamma. 

Nicola Fratoianni, orripilato dal tanfo degli inferiori che abitano in periferia e in provincia parla di «Picchiatori, razzisti, protagonisti di violenze: è la materia putrida che sta invadendo alcune nostre periferie geografiche e mentali».  Che schifo il volgo.

Cristina Gauri

1 commento

Commenta