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Ong immigrati barconi FrontexMilano, 28 apr. – La polemica sulla collusione tra scafisti e ong fa sorgere spontanea una domanda: ma le ong quante sono? Solo in Italia sono circa 250, negli anni ’60 erano meno di 20. Nel mondo si stima che operino circa 50mila organizzazioni non governative, che ricevono oltre 10 miliardi di dollari annui di finanziamenti e occupano in totale 140 milioni di persone, più del doppio della popolazione italiana.

Premessa importantissima: le ong, anche se spesso sono associazioni non a scopo di lucro, non sono composte solo da volontari. Le persone che lavorano nelle ong sono retribuite. Attorno al mondo della cooperazione internazionale gira un vero e proprio business. Ci sono in ballo talmente tanti soldi che in molti casi le ong possiedono capacità finanziarie superiori a quelle di alcuni Stati. Solo riferendosi alle ong italiane che hanno aderito al progetto Open Cooperazione, la somma dei oro bilanci ammonta a oltre mezzo miliardo di euro. Per la precisione 561 milioni di euro che arrivano per il 53% da fonti istituzionali e per il restante tra 427.451 donatori privati. Vi lavorano oltre 16mila persone in quasi 3mila progetti in Italia e in oltre 100 Paesi del mondo, coinvolgendo 78mila volontari.

Verrebbe da dire, occhio quando si fa beneficenza alle varie organizzazioni, dal momento che più o meno la metà delle donazioni serve al loro mantenimento o per fare pubblicità. Quindi quando si donano soldi per sfamare i bambini africani, bisogna essere consapevoli che solo la metà, quando va bene, finisce a detti bambini. Dati che si riferiscono a qualche anno fa, infatti, parlano di cifre record. E se si sommano i bilanci solo delle principali ong nel mondo si scoprono cifre a molti zeri. In tutto 11 miliardi di dollari, pari al 50% in più del pil di Haiti.

A livello mondiale le tre maggiori organizzazioni sono Save the Children, World Vision e Feed the children. Poi vengono Feed the Poor , SOS villaggi, Medici senza Frontiere, Oxfam International, Care International, Plan, Campassion, BRAC, Medicins du Monde, Academy for Educational. E queste sono solo quelle che hanno bilanci che vanno dal mezzo miliardo di dollari fino a quasi un miliardo e mezzo. Si conta che nel mondo il cosiddetto Terzo settore valga ogni anno circa 400 (quattrocento) miliardi di dollari.

Alberto Palladino

2 Commenti

  1. Sea Watch e.V. è un’iniziativa no-profit con sede a Berlino dedicata al salvataggio in mare di fuggitivi civili. Le misure necessarie sono decise in coordinamento con le autorità di soccorso ufficiali (MRCC) di Roma. Data la catastrofe umanitaria in atto, Sea-Watch offre assistenza in emergenza, pretende l’azione e costringe contemporaneamente al salvataggio le competenti istituzioni europee e si schiera pubblicamente per ottenere vie di fuga legali per i migranti. Visto che una soluzione politica nel senso di un SafePassage, come da loro richiesto, non emerge al momento, hanno ampliato la loro portata e preparato nuovi piani. Sono politicamente e religiosamente indipendenti e sono finanziati da donazioni private fra cui spiccano quelle della Chiesa Evangelica Tedesca. (vd FAQ sul loro sito web)

  2. Sea Watch e.V. è un’iniziativa no-profit dedicata al salvataggio in mare di fuggitivi civili. Le misure necessarie sono decise in coordinamento con le autorità di soccorso ufficiali (MRCC) di Roma. Data la catastrofe umanitaria in atto, Sea-Watch offre assistenza in emergenza, pretende e costringe contemporaneamente al salvataggio le competenti istituzioni europee e si schiera pubblicamente per vie di fuga legali. Visto che una soluzione politica nel senso di un SafePassage, come da noi richiesto, non emerge al momento, abbiamo ampliato la nostra portata e preparato nuovi piani. Noi siamo politicamente e religiosamente indipendenti e siamo finanziati da donazioni private.

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