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Roma, 9 set – “Nel nome di Massoud onore ai leoni del Panjshir”. E’ quanto si legge sugli striscioni affissi in più di 100 città italiane da CasaPound Italia. Un modo per onorare chi continua a combattere in Afghanistan, in particolare nella valle attorniata dalle montagne dell’Hindu Kush, ispirandosi al grande eroe afgano. Sì perché la lotta di quei guerrieri indomiti non è affatto morta. “Siamo soli a resistere. Ma non cederemo mai”, scriveva appena cinque giorni fa Ahamad Massoud, figlio del leggendario leone del Panjshir.



“Onore ai soldati del Panjshir che hanno raccolto l’eredità di Massoud”

“Abbiamo voluto rendere in questo modo onore ai soldati del Panjshir che, raccolta l’eredità di Massoud, stanno combattendo contro le milizie talebane tra le montagne dell’Afghanistan”, si legge nella nota diffusa da CasaPound Italia. Esattamente venti anni dopo l’assassinio Ahmad Shah Massoud, comandante che si batté dapprima contro le truppe sovietiche durante l’invasione che durò dal 1979 al 1989, poi contro le milizie talebane e infine opponendosi agli eserciti della Nato.

“Tutto l’Afghanistan si trova a vivere una fase di profonda crisi, caratterizzata da un intreccio di accordi spregiudicati e tradimenti ignobili, cui si aggiunge il nuovo tentativo di invasione da parte del Pakistan. Di fronte a questo scenario, questi soldati, tra cui il figlio dello stesso Massoud, hanno deciso di scegliere la via del sacrificio nel nome del loro popolo, anche senza il sostegno della comunità internazionale che, invece, preferisce aprire canali di dialogo con i tagliagole talebani. Con la loro eroica resistenza – scrive ancora CasaPound – hanno e stanno mostrando al mondo intero cosa vuol dire donare la propria vita, combattendo per la Patria, anche quando questa è un pezzo di terra dura, impervia e lontana dagli occhi dei salotti buoni occidentali”.

Alessandro Della Guglia

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