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Ora dare del “bimbominkia” sui social è diffamazione: la sentenza della Cassazione

by Cristina Gauri
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bimbominkia

Roma, 7 apr — Una sentenza che farà esultare i bimbiminkia: la Corte di Cassazione ha stabilito in una sentenza  che l’epiteto «bimbominkia», non può essere utilizzato su Facebook per offendere una persona perché definisce un individuo con un quoziente intellettivo sotto la media. Scatta quindi la diffamazione aggravata, come nel caso del termine «ritardato».

Che cosa è un bimbominkia 

Per chi ancora non ne fosse edotto, il bimbominkia altro non è che un «utente web che si comporta in modo stupido e infantile, intervenendo continuamente nelle discussioni e mostrandosi fastidioso o irriguardoso verso gli altri; anche, adolescente che basa il suo stile di vita sull’adesione a mode convenzionali (scrivere messaggi pieni di emoticon e abbreviazioni, essere fan del gruppo musicale del momento, ecc.)» (da Oxford languages) o ancora, «un utente, spesso adolescente, di scarsa cultura e capacità linguistica» e che fa «un uso marcato di elementi tipici della scrittura enfatica, espressiva e ludica».

La sentenza

La sentenza della Cassazione ha dato ragione alla parte offesa, l’animalista trapanese Enrico Rizzi, colpito dall’insultante epiteto. Curiosamente, in passato lo stesso Rizzi si era trovato dall’altra parte del giudizio, cioè come condannato. In quella circostanza venne condannato a risarcire la parte lesa con 60mila euro per aver offeso la memoria del presidente del Consiglio regionale siciliano Diego Moltrer. All’indomani della sua morte l’animalista lo aveva ricordato con appellativi come «vigliacco», «infame» e «assassino», e altri termini dispregiativi per via della passione per la caccia. tavolta la situazione si è ribaltata: ad insultare Rizzi chiamandolo «bimbominkia» è stata un’amica di Moltrer, in un gruppo Facebook di più di duemila iscritti. Un ping pong di condanne per diffamazione.

«Il termine “bimbominkia”», spiega la Suprema corte, «non si può usare sui social perché definisce una persona con un quoziente intellettivo sotto la media».

Cristina Gauri

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11 comments

Evar 7 Aprile 2022 - 3:45

Ma perchè perdere tempo e soldi in sentenze, facciamo un’unica legge: “Vietato tutto”.

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Lappola 7 Aprile 2022 - 4:52

Meno male, perché c’è ancora qualcuno che vota PD, e la sentenza è rivolta solo ai bimbi mentre per votare bisogna essere adulti. Perciò gli adultiminkia possono stare tranquilli.

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fabio crociato 7 Aprile 2022 - 5:53

Quindi se ne dedurrebbe pure che non si può definire una persona come “soggetto con un quoziente intellettivo sotto la media” ?! E chi sarebbe dunque autorizzato a farlo, solo lor signori ?
Pensassero piuttosto alla esistenza di sentenze viziate da forzature politiche, favoritismi economico-finanziari, scavalcamenti e rappresentazioni incredibili di verità… ben più gravi di parole spesso comunque meritate. Se mi danno del bimbominkia, se non sono morto, posso rispondere per le rime, ben diversamente è possibile con certe sentenze.

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Prof. Massimo Sconvolto 7 Aprile 2022 - 7:16

Subnormale almeno si può usare?

O bisogna far finta che un decerebrato sia normale per non urtare la sensibilità?

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Antonio 7 Aprile 2022 - 9:48

Diego moltrer era trentino no siciliano…dai…

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leonardofaccorevisore 8 Aprile 2022 - 8:06

Un apposito emendamento ha stabilito che detta legge non si applica: al cretino blindato, al prof. Sepolto e al bieco blu SergioM.

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SporcoRozzo&Primitivo 8 Aprile 2022 - 10:36

A dare troppo peso alle parole si arriva alla distorsione della realtà. Sì possono regalare armi per far continuare una guerra ma non si possono descrivere negativamente le persone.

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SporcoRozzo&Primitivo 8 Aprile 2022 - 10:44

Buongiorno, in questi giorni sto leggendo 1984 di Orwell. La definizione della “neolingua” si adatta molto bene a ciò che stiamo vivendo. Una continua riduzione dei termini socialmente accettati che porta le nuove generazioni ad una limitazione del pensiero. Se non lo puoi esprimere, fatichi anche a concepirlo.

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Prof. Massimo Sconvolto 9 Aprile 2022 - 12:48

Caro leonardofaccorevisore mi duole ricordarLe che la Legge, in specie l’art. 595 codice penale quello applicato nel caso de quo, non prevede le esenzioni che la Sua ignoranza congenita non so come le fa vedere.

Le consiglierei di ritirarsi in buon ordine a Botteghe Oscure se non vuole glielo debba spiegare un Giudice.

Non ho rifiutato una Querela a mia madre, a processo penale, non la risparmio certo ad ignoranti come Lei.

Ignorantia, nel Suo caso ben palese, juris non excusat art. 5 codice penale.

Facco, chiedo venia, faccia Lei.

Con osservanza

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leonardofaccopestatore 10 Aprile 2022 - 1:32

E la querela alla madre fu ovviamente una querela contro ignoti peraltro ben presto archiviata. LOL.

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Prof. Massimo Sconvolto 11 Aprile 2022 - 6:36

leonardofaccopestatore torna nel bidone della spazzatura di Botteghe Oscure da dove sei uscito ignorante.

Qua non sei su un forum di decerebrosinistrati, credo ti abbiano già preso le misure.

Per la cassa.

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