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Roma, 30 aprile – Si chiamerà Area 121 e darà un tetto a 20 famiglie italiane in difficoltà lo spazio occupato a scopo abitativo da circa una settimana in via delle Baleniere, nel centro di Ostia, al civico 263. Si tratta di prefabbricati, ora abbandonati, costruiti negli anni ’50 e facenti parte del Villaggio Azzurro, di proprietà del Ministero della Difesa e gestiti dall’Aeronautica Militare. Da diversi anni nessuno ha più provveduto alla manutenzione delle strutture, relegandoli in uno stato di abbandono e degrado e diventando, nel tempo, un ricovero di sbandati e immigrati che hanno in più di una occasione causato incendi e recato danni agli appartamenti. Ora è in atto la riqualifica dell’area per renderla di nuovo abitabile da parte di cittadini italiani.



Lo stato di degrado in cui versavano i prefabbricati prima della riqualifica

Gli alloggi, già oggetto di inchieste per la questione affittopoli che ha riguardato migliaia di appartamenti in tutta Italia, farebbero parte del patrimonio che il ministero della Difesa mette a disposizione dei militari in servizio. All’ingresso degli occupanti tutti e venti gli appartamenti risultavano disabitati e in balìa del degrado, invasi da cumuli di spazzatura e masserizie di ogni tipo.

«Siamo italiani. Siamo in difficoltà. Siamo uomini e donne – spiegano le famiglie occupanti nel volantino che si trova ora appeso all’ingresso del Villaggio – madri e padri separati, cittadini disoccupati o con lavori precari, che vogliono dare un futuro dignitoso ai propri figli. Italiani abbandonati dal governo, che più di tutti stanno pagando l’emergenza coronavirus. Lasciati soli». I gruppo di Area121 ha già le idee chiare sul tipo di iniziatie da portare avanti una volta bonificata l’area, in una Ostia sempre più lasciata in balia di sé stessa: «Vogliamo creare un luogo libero e aperto: un punto di riferimento per il quartiere, a cui già sono state tolte altre aree di aggregazione. Uno spazio verde per i bambini, un luogo dove dare assistenza alle fasce più deboli del nostro popolo tramite distribuzione di generi alimentari ed aiuti in un momento tragico come questo, un tetto per chi lo ha perso strozzato da mutui, affitti o dall’emergenza coronavirus».

Dà il suo sostegno al progetto il consigliere del X Municipio di CasaPound, Luca Marsella, che dichiara: «Ad Ostia abbiamo molte situazioni di degrado e malaffare, e mi auguro che prima di richiedere lo sgombero di questa nuova realtà fatta di italiani e regole che le famiglie si sono già date». Il pensiero corre subito alla ex colonia Vittorio Emanuele, che da più di vent’anni ospita centinaia di immigrati, moltissimi dei quali irregolari, ai quali il Comune paga le utenze; e che nel corso del tempo è stata fatta oggetto di blitz che hanno rivelato al suo interno la presenza di droga, compro oro e macellerie abusivi. «Si pensi piuttosto a liberare l’ex colonia Vittorio Emanuele occupata da centinaia di immigrati che spacciano droga. Le famiglie che abbiamo incontrato, hanno preso possesso di prefabbricati abbandonati e da anni non riassegnati su cui però lo Stato paga ancora tasse, fatto che potrebbe anche costituire un danno erariale. In alcuni casi, gli alloggi del ministero della Difesa, sono stati al centro di polemiche per presunte parentopoli, con appartamenti passati tra amici e parenti o utilizzati senza titolo da ufficiali». Marsella conclude dando il suo supporto all’iniziativa: «Per quanto mi riguarda sono pronto a difendere queste famiglie insieme a tutti i residenti di Ostia che hanno già portato la loro solidarietà agli occupanti».

Cristina Gauri



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