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Savona, 4 nov – Non si placa la polemica legata all’inaugurazione della sede “la Polena” di CasaPound avvenuta alcuni giorni fa a Savona. I cittadini Savonesi hanno dovuto fare i conti con un quartiere blindato: importanti arterie stradali chiuse al traffico, cassonetti e cestini dei rifiuti sigillati, corse dei bus che servono il quartiere di Villapiana soppresse senza alcun preavviso. Tutto ciò per contrastare una dozzina di manifestanti antifascisti presenti e pronti a contestare l’organizzazione dell’evento.

L’iniziativa lanciata dalle Acli di Savona

Ma ancora più della militarizzazione di un quartiere, colpisce un articolo pubblicato sul sito internet delle Acli di Savona (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiane) dove si sottolinea che, in collaborazione con altre associazioni come l’Arci ecc, è stata promossa un’iniziativa di solidarietà così formulata: “A seguito dell’apertura della sede di CasaPound nel quartiere popolare antifascista di Villapiana è diventato indispensabile avviare un progetto pilota del pane condiviso proprio da lì. È importante lasciare un messaggio. Il mondo dell’associazionismo è presente sul territorio, non lascia sole le persone (italiane e/o straniere che siano) anzi, attraverso la consegna del pane possiamo imparare a conoscerci, ad individuare le nostre fragilità e a condividere un percorso insieme”.

Distribuzioni alimentari marchio di fabbrica di CasaPound

Singolare che una attività sociale di questo tipo venga connessa al contrasto di un movimento come CasaPound, che delle distribuzioni alimentari e della vicinanza anche agli italiani più in difficoltà ha sempre fatto bandiera. Insomma non sembra proprio un’attività genuina e disinteressata quella lanciata dalle associazioni cattoliche, ormai a capo delle rivendicazioni dell’estrema sinistra. Anche a Savona i militanti di CasaPound sono attivi sul territorio già da oltre un anno attraverso la distribuzione di decine di pacchi alimentari e generi di sostentamento alle famiglie bisognose del quartiere di Villapiana. Gli antifascisti arrivano tardi. E per il motivo sbagliato.

Dario Cigliutti

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