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Roma, 4 nov – Ora i giallofucsia litigano sulla plastic tax, l’ennesima tassa che colpirà diversi prodotti e che serve a fare cassa a spese dei contribuenti. Matteo Renzi di Italia Viva è contrario e si schiera con l’opposizione, chiedendone il ritiro. Invece il Pd invece, pur di accontentare i 5 Stelle, ha detto sì al nuovo balzello. Ma quello che più preoccupa, nella maggioranza, è l’effetto della nuova tassa sul voto in Emilia Romagna. Tanto che il capo politico del M5S Luigi Di Maio, noncurante della possibile sconfitta elettorale, stamattina così pontifica: “La cosiddetta plastic tax prima di tutto è una tassa che aiuta l’Italia a convertire la propria produzione e a inquinare di meno. Oggi il dibattito è se farla partire o se fa perdere voti o no, io dico soltanto che i politici guardano alle prossime elezioni gli statisti alle prossime generazioni“, ha detto il ministro degli Esteri in trasferta in Cina. Dal canto suo, il dem Graziano Delrio ricorda quanto sia a rischio il voto in Emilia Romagna: “Rischiamo di essere travolti. Non si vota per il buon governo della regione, ma su un’onda ideologica che non si ferma con la buona amministrazione”.

Il governatore Bonaccini boccia la tassa

Come se non bastasse, a bocciare la tassa sulla plastica è proprio Stefano Bonaccini, governatore uscente e ricandidato per i dem alla guida dell’Emilia Romagna. Sì, perché la roccaforte rossa è il principale distretto per l’imballaggio del nostro Paese e la nuova tassa sarebbe una mazzata per l’intera filiera. Ecco perché il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in un’intervista al Tg3, ha aperto alla possibilità di “rimodulare” l’imposta sulla plastica. La ragione è sempre il timore di perdere la regione “Alamo” del Pd. Ma il ministro dem non manca di lanciare una stoccata agli alleati di maggioranza: “E’ sorprendente che si approvi una manovra e poi la si critichi, questo non significa che non si possa migliorarla”. Secondo il titolare del Mef “l’opposizione non ha argomenti e sarebbe bene che la maggioranza si concentrasse a difendere questa manovra e naturalmente a lavorare insieme anche per migliorarla ulteriormente”. In verità, Iv è sulle posizioni dell’opposizione. Tanto per fare un esempio.

Zingaretti: “Stop furbizie, ipocrisie e piccolezze”

Il segretario Pd Nicola Zingaretti su Facebook chiede “stop furbizie, ipocrisie, sgambetti, litigi, piccolezze” perché “l’incertezza quotidiana è il modo migliore per regalare l’Italia alle destre e condannare le italiane e gli italiani a un inesorabile declino senza neanche combattere”. “Se ora Gualtieri apre al confronto in Parlamento forse anche a lui qualcosa non torna“. Commenta così, in un’intervista a La Stampa, il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova (Iv). La renziana poi si rivolge a Zingaretti, che chiede “più gioco di squadra altrimenti è inutile andare avanti”: “Ecco, questi sono gli ultimatum che poi diventano penultimatum… tolgono credibilità alla politica”.

Insomma, l’impressione è che i giallofucsia resteranno nel pallone fino al voto di gennaio. Sempre se il governo ci arriverà, al test definitivo dell’Emilia Romagna. In ogni caso, la manovra arriva in Aula con una maggioranza divisa. E un’opposizione compatta, pronta a fare le pulci alla legge di Bilancio nelle commissioni.

Adolfo Spezzaferro

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