Il Primato Nazionale mensile in edicola

Parma FC Press ConferenceParma, 18 mar – Non poteva che finire così: il presidente del Parma fallimentare, Giampietro Manenti, è stato arrestato per reimpiego di capitali illeciti, in una vasta operazione condotta dalle prime ore della mattina dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma delegata dalla Procura della Repubblica della Capitale.

Nell’ambito della stessa operazione sono state arrestate complessivamente 22 persone per reati di peculato, associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio ed autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso e l’esecuzione di oltre 60 perquisizioni su tutto il territorio nazionale.

Che Manenti non fosse esattamente uno specchiato uomo d’affari, a Parma lo avevano capito in molti. Residente a Limbiate, l’uomo ha fondato diverse società, tra cui la Mapi Grup, società di servizi con sede in Slovenia nella zona industriale di Nova Gorica con un capitale sociale di soli 7.500 euro e uffici in una villetta a due piani nella città oltreconfine.

In Italia risulta titolare solo di un’impresa individuale di pulizia o disinfestazione. Di lui si era parlato per un tentativo di acquisizione della Pigna fallito nel 2013 e di un interessamento per il Brescia di Corioni un annetto fa. Tutto saltato.

Eppure proprio quest’uomo, millantando legami con il gigante dell’energia russo, Gazprom, e approfittando del caos nella società emiliana, è riuscito a diventare padrone della squadra di serie A che ancora negli ’90 dominava in Italia e in Europa. Sul piatto aveva messo solo tante promesse sull’arrivo di capitali esteri mai arrivati.

Giuliano Lebelli

1 commento

Commenta