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Roma, 20 apr – L’idea di un documento creato dal governo e necessario a tutti noi per poterci spostare sul territorio nazionale (il cosiddetto pass vaccinale), passando da una zona di un colore ad una zona di un altro colore, è la negazione più plateale della libertà di movimento che perseguita le nostre esistenze e che pareva dovesse essere circoscritta ad un periodo temporale ben delimitato.



Un controsenso evidente

Lo scorso anno sembrava fosse terminato con maggio. Poi ad ottobre, causa l’insipienza dell’allora governo, riniziò tutto daccapo e vennero immaginate motivazioni degne di un film natalizio: “Salviamo il Natale”. Adesso il governo Draghi ripropone le medesima logica carceraria tipica di uno Stato padrone adducendo come motivazione la prudenza. Ed è un controsenso in termini, poiché se il principio ispiratore di tutti dovesse esser la prudenza, evidentemente dovrebbero essere evitate le aperture di cui invece si parla in questi giorni. L’apertura dell’Italia non deve essere solo una strategia economica per limitare i danni al tessuto produttivo, deve anche rappresentare una nuova forma di vita e di concezione della vita umana all’interno di una seppur pesante situazione dovuta alla pandemia da Covid-19. Gli esseri umani devono tornare ad esser considerati esseri pensanti e individui liberi a cui il governo non deve impartire piccoli ordini riguardanti parti intime della vita sovrapponendosi ai genitori.

Il faro che deve condurre qualsiasi governo deve essere in ogni caso la piena disponibilità, da parte dei cittadini, delle libertà fondamentali che distinguono una persona da un cane al guinzaglio. Il concetto di sovranità, cui fa cenno l’articolo 1 della Costituzione, dobbiamo oggi intenderlo spalmato su ognuno di noi in modo tale che questa forma di potere la si debba esercitare sui burocrati oppressori che, tramite l’utilizzo di formule matematiche, pensano di poter gestire complessivamente l’esistenza di sessanta milioni di individui liberi. Sovranismo, sì, ma da tutti noi esercitato nei confronti del governo e delle istituzioni che si sono rivelate abili organismi sovietici in grado non solo di opprimere le nostre libertà ma anche di indurci a seguire i peggiori istinti. Si pensi alla delazione invocata da certi ministri ed eseguita a regola d’arte dalla melassa conformista.

Il problema non è (solo) il pass vaccinale

Cos’è questo se non l’ammaestramento eseguito a regola d’arte su di un popolo ritenuto debole dai suoi stessi governanti? Il punto non è il pass per spostarci tra regioni, il punto è la possibilità che un giorno, per qualsiasi motivo, si retroceda a limitazioni ben più pesanti cui noi ormai saremo abituati a sottostare. L’arte della disobbedienza, ovviamente non violenta, deve divenire tratto distintivo del cittadino comune dato che il ceto intellettuale si è completamente e banalmente genuflesso ai piedi del governo. Oggi è l’eretico il nuovo eroe coraggioso, colui che è disposto a battere strade inesplorate e capace di imporre la propria dignità di uomo libero di fronte al potere dei burocrati. Eppure la legge va rispettata altrimenti la civile convivenza va a ramengo, ma la storia del mondo è costellata di fasi di sano ribellismo all’insegna della riscoperta del piacere della libertà e dell’autonomia intellettuale.

Libertà contro sudditanza acritica

La libertà è un concetto controverso e per niente facile. Essa implica scontro e incoerenze, ma risulta anche essere l’unica alternativa valida all’altra ipotesi rappresentata dalla sudditanza acritica al potere che esercita altro potere e che ha come unico fine quello di generare altro potere. Dopo oltre un anno di bombardamento mediatico a reti unificate, tutti noi sappiamo come comportarci e non abbiamo bisogno che un capo di governo ci dica come organizzare le nostre vite private. Le quali, per non morire, avranno bisogno anche di un viaggio fuori regione, e questo viaggio ognuno di noi dovrà farlo. Anche perché, se la priorità vaccinale spetta agli anziani, è inconcepibile che alla popolazione giovane sia impedito di muoversi o gli venga imposto un vaccino che, non per colpa sua, per adesso nessuno gli può fare. Dobbiamo osare fare tutto ciò che è degno di un uomo.

Lorenzo Zuppini

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3 Commenti

  1. Pass non obbligatorio, ma senza sei un paria, un B-citizen, un po’ come un tempo fu la tessera del PNF.
    La storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa, (cit)

  2. Sono d’accordo con la disobbedienza a queste iniziative liberticide….
    …però “lo scorso hanno” nun se pò legge…

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