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Roma, 10 nov – Come insegnava Orwell, ne La Fattoria degli Animali, «tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri». Il che ci porta alla domanda, riusciremo mai ad abituarci al doppio standard di giudizio morale della sinistra? Censori con la bava alla bocca da sempre attentissimi nel sottolineare qualunque minuzia della parte avversa, intellettuali e politici progressisti tendono poi, quando si tratta di esprimere valutazioni contro i loro avversari, a fare l’esatto contrario ed esibirsi con nonchalance in atrocità da far cadere la mascella.

La Zampa sogna

Ultima in ordine di tempo, la sottosegretaria dem alla Sanità, Sandra Zampa, la quale in un incredibile post su Twitter ha scritto «ho molto apprezzato che la Pfizer abbia atteso l’esito delle elezioni americane e la sconfitta di quel campione di Trump per annunciare l’efficacia straordinaria del vaccino anti Covid. La scienza ci fa sognare».

Non sappiamo nemmeno da che parte iniziare: la scienza, innanzitutto, non dovrebbe «far sognare» come delle teenager, tantomeno non dovrebbe piegarsi a logiche politiche. Cosa vorrebbe farci capire Zampa? Che la Pfizer, ben foraggiata dall’amministrazione a guida Trump, avrebbe aspettato l’esito delle elezioni per uscire con la notizia dell’efficacia del vaccino?

Un annuncio stranamente sincronizzato

Insomma, la sottosegretaria alla Salute «sogna» mentre in gioco c’è la vita di milioni di persone nel cuore di una pandemia che sta piegando il Paese, modificando il nostro modo di vivere e falciando l’economia. La Pfizer è un colosso farmaceutico statunitense, e sicuramente a molti, non solo alla sottosegretaria Zampa, sarà balzato in mente che l’annuncio perfettamente sincronizzato con la vittoria (non ancora istituzionale, ma per ora annunciata fin troppo enfaticamente da giornalisti, social network e politici italiani di sinistra) di Joe Biden potrebbe nascondere una precisa presa di posizione e di campo. Potrebbe, certo, queste sono speculazioni – ma a voler pensar male, spesso ci si azzecca: non c’è alcun riscontro oggettivo, per ora, sul fatto che sia davvero così, ma naturalmente se il vaccino fosse stato pronto prima del 3 novembre e la casa farmaceutica non lo avesse annunciato solo per motivazioni politiche sarebbe non solo gravissimo, ma inaudito.

L’importante è la fine del sovranismo

Come è imbarazzante che un politico con responsabilità di governo, mentre le terapie intensive vanno saturandosi di nuovo, mentre si ragiona di un nuovo lockdown e la nostra economia va in frantumi, non trovi di meglio che gioire non del risultato medico, scientifico e della possibilità concreta di salvare vite: l’importante, secondo questa «logica», è che non vincano i sovranisti e i populisti. Tutto il resto è secondario. Se il vaccino fosse stato disponibile da prima, quindi, si sarebbe reso necessario tenerlo nascosto e pagare un prezzo in vite umane pur di far perdere Trump? Se lo stanno chiedendo, lecitamente, i centinaia di detrattori della Zampa che in queste ore commentano sotto il tweet incriminato.

Trump è ancora presidente

Alla Zampa ha risposto per le rime, sempre su Twitter, la giornalista Maria Giovanna Maglie: «il Sottosegretario di un governo democratico dimentica che Donald Trump è presidente fino al 22 gennaio e che questo vaccino è frutto della sua presidenza». Vale la pena infatti ricordare che a luglio l’amministrazione Trump aveva siglato un accordo da quasi due miliardi di dollari con Pfizer e BioNtech «come da lui più volte detto nell’irrisione di ignoranti e faziosi come il sottosegretario Zampa».

Cristina Gauri

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