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Washington, 10 nov – Donald Trump non molla: è convinto che con i riconteggi e le cause per frode elettorale alla fine sarà lui il vincitore e non il dem Joe Biden, già acclamato 46 esimo presidente Usa dalla stampa schierata e dai governi filo-dem. Non a caso, il portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che “le elezioni non sono concluse“. La battaglia legale del presidente in carica è iniziata. Al via la causa intentata contro il segretario di Stato della Pennsylvania, Kathy Boockvar. E’ qui che Biden avrebbe ottenuto la vittoria finale, passando in testa con un margine minimo nonostante un iniziale netto vantaggio di Trump. Inoltre il ministro della Giustizia Usa William Barr ha autorizzato il dipartimento di Giustizia a indagare su “accuse rilevanti” di frode elettorale

“In Pennsylvania violazione costituzionale”

Ecco perché i legali di Trump hanno fatto causa alla Boockvar, con l’accusa che il sistema di conteggio dei voti per posta è stato meno rigoroso di quello dei voti in persona. Un “doppio standard” che rappresenta una “violazione costituzionale“. L’accusa di violazione della Costituzione lascia presagire la linea degli avvocati del presidente: portare il caso davanti alla Corte Suprema, dove – come sappiamo – i giudici conservatori sono in maggioranza.

Barr autorizza le indagini su possibili frodi elettorali

Intanto Barr ha autorizzato il Dipartimento di giustizia a indagare su possibili frodi elettorali, visto che esistono “accuse di irregolarità chiare e apparentemente credibili. Irregolarità che, se riscontrate realmente, potrebbero potenzialmente impattare sul risultato elettorale di un singolo Stato“. Barr chiarisce che la sua mossa non significa che il dipartimento di Giustizia abbia in mano prove dei brogli, ma serve a dare il via libera ai pubblici ministeri di poter avviare indagini. “Dato che il voto è ormai concluso, vi autorizzo a portare avanti indagini su casi di irregolarità nel voto e nel conteggio dei voti prima della certificazione delle elezioni nelle vostre giurisdizioni“, si legge nella lettera del ministro della Giustizia ai procuratori federali. In sostanza, “trattandosi di pratiche che non sono mai veloci”, Barr esorta i procuratori che se trovano qualcosa che potrebbe invertire i risultati delle elezioni devono aprire un’indagine il prima possibile.

L’accusa di Trump: “Nevada pozzo nero di voti falsi”

Dal canto suo, Trump rilancia le sue accuse di brogli su Twitter. “Il Nevada si sta rivelando un pozzo nero di voti falsi. Matt Schlapp e Adam Paul Laxalt stanno scoprendo cose che, una volta diffuse, saranno assolutamente scioccanti!”, ha affermato. In un altro tweet il presidente denuncia che “la Pennsylvania ci ha impedito di assistere a gran parte del conteggio delle schede elettorali. Impensabile e illegale in questo Paese“. Infine il tycoon parla di “grande vittoria” in Georgia, anche se è ancora in corso il conteggio.

Portavoce Casa Bianca: “Elezioni ben lontane dall’essere finite”

Per gli uomini del presidente l’ordine che arriva è di serrare le fila: “Dovete giocare fino al fischio finale che ancora non è arrivato. Le elezioni sono ancora in corso e il Collegio elettorale non ha ancora votato. Non c’è alcuna transizione in corso”. “Le elezioni non sono finite”, ha ripetuto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany nel corso di una conferenza stampa. “Queste elezioni – ribadisce – sono ben lontane dall’essere finite, e al contrario dei nostri avversari noi non abbiamo niente da nascondere”. In tal senso, ci sono governi – come la Russia, per fare un esempio – che non si sono ancora complimentati con Biden, perché stanno aspettando l’esito finale.

Adolfo Spezzaferro

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