Roma, 3 dic – I penalisti in sciopero contro la riforma della prescrizione. È iniziata ieri, e si concluderà venerdì, l’astensione dalle udienze proclamata dalle Camere penali. Gli avvocati penalisti “scioperano” per protestare contro l’imminente entrata in vigore della disciplina della prescrizione. Nonostante i tentativi di intervenire per modificare e attenuare l’effetto della novella e nonostante le fibrillazioni nella maggioranza, la nuova previsione, che paralizza i termini necessari a prescrivere al momento della emissione della sentenza di primo grado, spiegherà i suoi effetti dal prossimo gennaio.
Si tratta di una riforma epocale che interessa un istituto nevralgico per il diritto e il processo penale, attuata, tuttavia, con eccessiva rapidità. Sul tema già avevamo espresso le nostre perplessità e tutti i dubbi, a distanza di un anno, rimangono fermi. Sono, anzi, aggravati dalla constatazione che l’intervento legislativo, nonostante i proclami, non è stato accompagnato dagli interventi finalizzati ad accelerare il processo e tesi ad evitare che la impermeabilità del reato rispetto al fattore temporale riverberi effetti esclusivamente in danno dell’imputato.
Il rischio concreto, dunque, è che tutti coloro che sono coinvolti in un processo penale, anche se assolti in primo grado, si trasformino in “eterni giudicabili”.
Giuliano Lebelli

1 commento

  1. Il dubbio, i problemi di coscienza, sono risolvibili solo con la professionalità massima e soltanto con quella! Altrimenti, nel dubbio permanente, nella impossibilità, assolvere e non condannare. Giocare sulla tempistica è un segnale disarmante davvero. A meno che non sia una avvisaglia della valanga di processi in aumento
    e allora poveri noi.
    Temi complessi; per chi desidera iniziare a capire un po’ di più mi permetto di consigliare come lettura “Io non posso tacere” di Piero Tony.

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