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Vendita Gedi, così Elkann-Agnelli si riprendono i “giornali di famiglia”

by Ludovica Colli
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gedi agnelli de benedetti

Roma, 3 dic – C’è l’accordo tra Exor e Cir, dopo un consiglio di amministrazione fiume e trattative ad oltranza. La holding della famiglia De Benedetti venderà il 43,78% del capitale di Gedi a Exor, controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann, per 102,4 milioni di euro. Gedi è il gruppo editoriale che controlla tra le altre testate RepubblicaLa Stampa, il genovese Secolo XIX e il settimanale L’Espresso.

I dettagli dell’operazione

Il corrispettivo della cessione, si legge in una nota, è stato fissato in 0,46 euro per azione. Dopo la conclusione dell’operazione, Exor promuoverà un’offerta pubblica di acquisto sul resto delle azioni Gedi. Cir, fa sapere la nota congiunta, intende reinvestire nella nuova società, al valore corrispondente al prezzo dell’Opa, acquisendo una quota pari al 5% in trasparenza, “al fine di accompagnare l’evoluzione della società editoriale nei prossimi anni”. L’esecuzione del trasferimento è subordinata “al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità, incluse la Commissione Europea e l’AgCom”. L’operazione dovrebbe essere completata entro il primo quadrimestre del 2020. Cir sarà rappresentata nel futuro Cda ed Exor dovrebbe lanciare l’Opa con una società di nuova costituzione.

De Benedetti: “Passiamo il testimone a un azionista di primissimo livello”

Il presidente di Cir, Rodolfo De Benedetti, nella nota afferma: “Passiamo il testimone a un azionista di primissimo livello“. Un azionista che “da più di due anni – dice – partecipa alla vita della società, ne conosce l’editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti e che anche grazie alla propria proiezione internazionale saprà sostenere il gruppo nel processo di trasformazione digitale in cui esso, come tutto il settore, è immerso”.

Elkann: “Ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso”

“Con questa operazione ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso, per accompagnare Gedi ad affrontare le sfide del futuro“. Così il presidente e amministratore delegato di Exor, John Elkann. “Oltre a portare l’esperienza maturata nel settore, anche a livello internazionale, Exor assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo. Siamo convinti – afferma – che il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza con le esigenze dei lettori, di oggi e di domani”.

Agnelli-Elkann tornano alla guida del gruppo editoriale

In un certo senso, il gruppo editoriale torna nelle mani del suo fondatore (e così La Stampa agli Agnelli). L’operazione (svelata qualche giorno fa da Dagospia) infatti è stata fortemente voluta dall’erede designato dell’Avvocato, John Elkann, che – lo ricordiamo – per parte di madre è nipote di quel Carlo Caracciolo che fu fondatore e anche presidente del Gruppo editoriale l’Espresso e con il quale, a quanto pare, il giovane che sarebbe arrivato al vertice di Fiat e poi di Fca parlava spesso di editoria. Il cambio di proprietà in Gedi arriva dopo neanche quattro anni dalla fusione di Itedi (la società editrice dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX che faceva capo a Fca) con il gruppo l’Espresso-la Repubblica. Sempre nel 2016 Fca decide il disimpegno da Rcs (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport) e al controllo della società editoriale arriva Urbano Cairo.

Ora è chiaro perché qualche tempo fa i figli dell’Ingegnere hanno rifiutato l’offerta con cui De Benedetti senior voleva tornare a fare il grande editore. Offerta irricevibile (0,25 euro ad azione) perché probabilmente si stava già lavorando alla vendita della quota di controllo ad Exor.

Adolfo Spezzaferro

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