Roma, 4 giu — Nell’inferno scatenato dalle migliaia di ragazzi stranieri che giovedì si sono dati appuntamento nella spiaggia libera di Castelnuovo del Garda al confine con Peschiera ci sarebbe stato spazio per la sessione di molestie d’ordinanza. Nello stile «centro contro uno», già sperimentato dalle vittime inermi di decine di nordafricani autori delle violenze sessuali di Capodanno in Piazza Duomo.

Peschiera, 100 nordafricani molestano 6 ragazzine

In quella che è sembrata a tutti gli effetti una prova tecnica di «integrazione alla francese» con scene di violenza, vandalismi, accoltellamenti e risse varie che non sarebbero sfigurate nel Campo dei Santi di Raspail, spunta anche la denuncia sporta da sei amiche, di età compresa tra i 16 e i 17 anni — quattro di Milano e due di Pavia — molestate a bordo del treno regionale 2640 che da Peschiera del Garda doveva riportarle a Milano dopo una gita a Gardaland. Le giovani hanno raccontato di essersi ritrovate in mezzo a un centinaio, forse più, di ragazzi nordafricani, che hanno preso a molestarle sessualmente palpeggiandole nelle parti intime e insultandole, per lunghi minuti. «Eravamo circondate. Il caldo era asfissiante, alcune di noi sono svenute. Mentre cercavamo un controllore avanzando a fatica lungo i vagoni» è avvenuta l’aggressione sessuale.

Le donne bianche qui non salgono

«Ridevano. Ci dicevano “le donne bianche qui non salgono”», il mantra ripetuto dal branco di giovanissimi extracomunitari. Sradicati, senza valori o riferimenti che non siano marche di vestiario o video scimmieschi su TikTok, e con un solo obiettivo in quel momento: far pagare a vittime inermi la colpa di essere italiane in suolo italiano. E’ strano come ora le femministe di Non una di meno, così solerti nel condannare al rogo gli Alpini di Rimini per non ben meglio precisate (e verificate) molestie, abbiano in queste ore fatto voto di religioso silenzio. Ma forse è meglio così, non sopporteremmo l’ennesimo pippone sulla «mascolinità tossica universale» che «non bada alla provenienza».

Al momento delle molestie le vittime, sopraffatte dal terrore di ritorsioni, non hanno avuto coraggio di chiamare le forze dell’ordine ma hanno preferito contattare i genitori. «Abbiamo chiamato noi il 112 ma nessuno è intervenuto» spiegano mamme e papà. Un ragazzo ha poi aiutato le giovani a scendere alla fermata successiva, a Desenzano. Ieri tutte hanno presentato denuncia alla Polfer della stazione Centrale di Milano.

Decine di identificati

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine sarebbero decine i ragazzi identificati nelle ultime ore. Si tratterebbe di giovanissimi, molti minorenni, arrivati dal veronese e da altre province del Veneto, ma soprattutto dalla Lombardia, anche da Milano. Per la stragrande maggioranza stranieri, attirati dal tam tam su TikTok, arrivati per fare della tranquilla Peschiera meta di conquista a suon di furti, vandalismi, soprusi e molestie.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteLa guerra ai tempi di TikTok
Articolo successivoGita delle elementari diventa un funerale rosso: e i bimbi devono cantare Bella Ciao (Video)
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. […] Uno scenario simile che si è replicato a Peschiera del Garda. La banchina e i binari della stazione sono stati invasi “da oltre un centinaio di ragazzi, la maggior parte nordafricani”. Tutti minorenni, o appena maggiorenni. Urla, spintoni, corse, sputi sui finestrini, insulti, facevano parte del maxiraduno convocato via social che ha creato disordini e tafferugli sulla spiaggia della località veronese. […]

Commenta