Pisa, 7 ott – L’ufficiale dello stato civile del Comune di Pisa si è rifiutato di registrare l’atto di nascita di un bambino poiché presentato da due donne, entrambe qualificatesi come madre. E adesso il tribunale di Pisa ha rinviato la decisione alla Corte costituzionale

Dopo la decisione dell’ufficiale comunale pisano di negare la registrazione dell’atto di nascita alle due donne, entrambe definitesi “madre”, il caso è arrivato al Tribunale di Pisa. I giudici della corte pisana hanno, a loro volta, rinviato la decisione alla Corte costituzionale, chiedendole di verificare la sussistenza di norme nell’impianto giuridico italiano che autorizzino a negare “un atto di nascita in cui vengano riconosciute come genitori di un cittadino di nazionalità straniera due persone dello stesso sesso”.

Bimbo frutto di fecondazione eterologa

Le due madri al centro della vicenda sono due donne, una di nazionalità italiana e una, invece, di origine statunitense. Risultano essere sposate negli Stati Uniti d’America, per la precisione nello stato del Wisconsin. Hanno concepito il bimbo attraverso fecondazione eterologa, quest’ultima effettuata, invece, in Danimarca. Il bambino è invece nato a Pisa, dato alla luce dalla madre italiana e così ha acquisito la cittadinanza italiana.

Lo status giuridico delle due madri

La madre cosiddetta “intenzionale” ha dato il proprio consenso alla procreazione assistita. Secondo l’ordinamento straniero, essendo sposata con la madre gestazionale (ovvero colei che ha materialmente portato avanti la gravidanza) risulta genitore tanto quanto la madre “naturale”. Questo, però, secondo i dettami di una legge diversa da quella italiana; la traduzione per le nostre norme di questi principi non è affatto facile.

Secondo l’ordinanza di rimessione alla Consulta da parte del Tribunale di Pisa, la decisione dell’ufficiale del comune toscano avrebbe dato il via a una “compressione del diritto di persone – che in base alla legislazione straniera sono legate da un rapporto di genitorialità-filiazione – a vedere riconosciuta, in Italia, la propria formazione sociale”. Alla Consulta, il relatore della causa sarà Mario Rosario Morelli, vicepresidente della Corte. I legali delle due madri, Alexander Schuster e Vincenzo Zeno Zencovich, interverranno nel giudizio oltre agli avvocati del curatore speciale del bambino.

Ilaria Paoletti

1 commento

  1. Adesso sono riusciti a sputtanare anche un detto MILLENARIO …
    MATER CERTA .
    Povero bimbo ! TI auguro di avere una vita “almeno” normale ……

    Per le due gretine …. MADRE è quella che partorisce !

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