Roma, 7 ott – I sindacati chiedono al governo giallofucsia più soldi per ridurre il cuneo fiscale. “Abbiamo chiesto più risorse per il taglio del cuneo fiscale”, annuncia la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan. Risorse che al momento sono stimate in 2,7 miliardi per il 2020 e il doppio per il 2021. Ma che per i sindacati non sono sufficienti. “Le cifre che il governo ha messo sul tavolo per la rimozione del cuneo fiscale secondo noi non sono ancora sufficienti“, ribadisce Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. “Abbiamo fissato un calendario molto stretto di altri incontri per affrontare temi molto precisi come il cuneo fiscale, le pensioni. Sono incontri che preparano ad un nuovo incontro che faremo a Palazzo Chigi prima che vengano prese le decisioni finali“, chiarisce Landini.

Cgil, Cisl e Uil aspettano Conte al varco

A differenza di Confindustria che oggi ha bollato la manovra del governo Conte bis come “la più restrittiva dal governo Letta a oggi, anche perché il rapporto deficit-Pil si sta avvicinando al 3% ed è quindi necessaria una correzione“, i sindacati sembrano più cauti. Ma tutto dipenderà dai prossimi incontri in calendario: sia sul cuneo fiscale che sulla riforma delle pensioni. Due fronti, insieme a investimenti pubblici e contratti pubblici, su cui si baserà il giudizio dei sindacati. “Saranno tutti incontri che ci saranno prima che vengano prese le decisioni definitive sulla manovra“, sottolinea Landini al termine della riunione con il premier Conte. “La rivalutazione delle pensioni mancava nella manovra”, fa presente Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil. Sui contratti pubblici, secondo il sindacalista è positivo che il confronto stia proseguendo ma “il giudizio finale lo avremo quando sarà chiaro cosa si farà“. Al premier Conte – conclude Barbagallo – “abbiamo detto che bisogna fare in modo che ci sia una riduzione delle tasse o una rivalutazione delle pensioni per i pensionati in atto e che bisogna mettere in piedi la legge sulla non autosufficienza”.

Gualtieri è fiducioso: “Def avrà via libera della Ue”

Come è noto, entro il 20 ottobre il governo deve presentare il disegno di legge di Bilancio, che si basa proprio sui contenuti della Nota di aggiornamento al Def presentata dal governo a fine settembre. Ma entro il 15 ottobre deve trasmettere alla Commissione Ue la versione definitiva del Documento di economia e finanza. E l’esecutivo – si dice convinto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – è fiducioso sul via libera dell’Unione europea.

Adolfo Spezzaferro

Commenta