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Roma, 3 set – Il 14 settembre si avvicina e sul fronte della riapertura delle scuole è ancora caos totale, per via del colpevole ritardo con cui si è mosso il governo giallofucsia, aggravato dalla manifesta incapacità del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Ripartire con le lezioni in aula in sicurezza appare ancora un’impresa titanica, complici i vari ripensamenti su mascherine, tamponi, misure anti-coronavirus. A tutt’oggi le famiglie italiane non sanno in che condizioni e a che condizioni i loro figli torneranno in classe. In un quadro più che confuso arriva il virologo Andrea Crisanti a metterci – come si suol dire – il carico. “La riapertura delle scuole e la riapertura delle attività produttive sono un’occasione fantastica per innescare la trasmissione” di coronavirus. Il direttore di Microbiologia all’università di Padova fa presente che l”unico modo che abbiamo” per controllare i contagi, “in assenza di farmaci efficaci e ancora in assenza di un vaccino, sono le misure di sorveglianza attiva”.

“Più tamponi alla ricerca dei positivi asintomatici”

Ai microfoni di SkyTg24, Crisanti ribadisce l’importanza di aumentare i tamponi per la ricerca dei positivi asintomatici. “Se uno sta male e ha la febbre – avverte il virologo – bisogna fare tamponi a lui, amici, parenti e colleghi di lavoro. Ogni asintomatico intercettato è una vittoria, quindi è chiaro che i tamponi che facciamo adesso ci bastano appena per controllare la situazione”. Sulla questione dei tamponi, evidentemente, Crisanti la pensa all’opposto di Matteo Bassetti, che invece spiega che non ha senso fare tamponi a tappeto perché ormai il virus è gestibile e meno aggressivo per cui bisogna conviverci senza allarmismi.

“Mascherina va tenuta pure al banco, perché gli studenti parlano tra di loro”

Anche sulla mascherina a scuola, Crisanti non fa sconti: va tenuta pure al banco. “Le mascherine servono e funzionano”, sostiene. Se gli studenti “li teniamo tutti zitti per ore va pure bene permettere che se le tolgano da seduti – osserva – però io non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore e ore. E se uno deve parlare per dire ‘prestami la penna’, ‘passami questo’? Aboliamo l’interazione sociale in una classe? Perché nel momento in cui parlo – avverte Crisanti – di fatto emetto droplet, quindi se non altro bisognerebbe che i ragazzi abbiano a disposizione la mascherina e, se parlano, se la mettano”. Insomma, per l’esperto è questione di goccioline.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Se finisce il regime sanitario di terrore alcuni microbiologi perdono fior di visibilità e gettoni tv anche da 2 mila euro a partecipazione.Che venga distrutta la vita di un intero popolo con una falsa pandemia sembra essere ininfluente per alcuni se non desiderato.Pensate che allo Spallanzani hanno interrotto lo studio sui vaccini perchè non ci sono malati in giro;brutta notizia per la dittatura finanziaria e sanitaria occulta che trama contro i popoli

  2. […] Roma, 4 set – “Meglio evitare il canto in classe. Una ricerca ha stabilito che se c’è un positivo in un coro ne infetta 50. Le goccioline hanno un raggio di caduta di due metri e con il canto può aumentare. Le mascherine possono aiutare ma non so quanto”. Il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all’università di Padova, è per la linea dura sul ritorno a scuola in presenza e le norme anti-coronavirus. […]

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