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Roma, 26 dic – Continua a rimanere in forse la riapertura degli impianti di risalita e delle piste da sci il 7 gennaio. Sarà il Cts a valutare la situazione nei primi giorni dell’anno in base all’andamento dei contagi. Per ora il Comitato nella riunione del 24 ha preso in visione il protocollo presentato dalle Regioni, e rilevando numerose lacune ha proposto delle modifiche, a partire dalle limitazioni agli impianti di risalita. Le Regioni hanno accolto le proposte del Cts annunciando la presentazione del protocollo rivisto e modificato nei primi giorni di settimana prossima.

«Una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici (in particolare cabinovie e funivie) – si legge nel verbale della riunione pubblicato dal Corriere – presentano caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale (autobus, filobus, tram e metropolitane), rappresentando pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto», con possibilità di rischio alto di contagio «nelle ore di punta». Il Cts chiede quindi una «riorganizzazione del sistema degli impianti di risalita da affiancare a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia».

Piste da sci aperte solo in zona gialla

Va da sé che la riapertura delle piste da sci «dovrà comunque essere preceduta da una propedeutica rivalutazione della situazione epidemiologica, deve necessariamente essere messo in evidenza che le misure proposte possono trovare applicazione solo nel caso in cui l’andamento epidemiologico a livello di Regione o Provincia Autonoma sia compatibile con la classificazione del rischio nella cd. zona gialla».

Impianti chiusi al 50%

Per quanto riguarda le seggiovie, «Potrà essere ammessa una occupazione al 100%», con obbligo «di indossare la mascherina chirurgica o di comunità e il divieto di abbassare la calotta antivento ove presente». In caso sia necessaria la chiusura della calotta andrà pensata «la riduzione della capienza al 50% anche per le seggiovie, fermo restando l’obbligo di mantenere la mascherina durante tutto il trasporto». Capienza sempre al 50% «per gli impianti chiusi (cabinovie e funivie)» previo uso della mascherina.

Rivedere il protocollo piste da sci e aggiornare le linee guida

Il Cts indica, nel documento, la mancanza di «previsioni relative alla gestione dei flussi per il controllo dello skipass o di altre tipologie di titoli di accesso». Poiché le linee guida «devono potersi applicare a tutti i contesti sul territorio nazionale, è necessario mettere a punto misure idonee ad evitare assembramenti ed a ridurre le occasioni di contatto».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Le associazioni di categoria dovrebbero muoversi insieme ai sindacati.. Ma sono tutti allineati con la coda tra le gambe.. Inesistenti.. Intanto il Paese Basco a puttane..

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