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Roma, 27 dic – Come molte nazioni africane, anche la Nigeria ha capito che se vuole creare sviluppo e occupazione deve puntare sull’autosufficienza alimentare. Progressi in questo campo ne sono stati realizzati, basti pensare che è vicina a raggiungere l’autosufficienza nella produzione di riso e pomodoro. Resta però ancora molto da fare.

Un nuovo centro per la lavorazione del pesce

A tale proposito è degno di nota il piano della regione di Lagos di costruire un centro per la lavorazione del pesce. Obiettivo trattare il pescato locale, nonché quello proveniente dagli impianti di acquacoltura, al fine di aggiungere valore a questo prodotto e garantire redditi maggiori agli operatori del settore.
Il commissario statale all’agricoltura ha dichiarato che lo Stato di Lagos ha deciso di costruirlo dopo aver realizzato che non pochi pescatori e allevatori avevano problemi a vendere il loro pesce. La struttura, garantendo un prezzo minimo per il venduto (in Nigeria sono numerosi i siti di acquacoltura, ma la loro produttività è sempre stata bassa perché non vi era chiarezza sui margini di guadagno), una volta in funzione provvederà a garantire migliori condizioni di accesso. Senza contare i benefici del vendere pesce lavorato a prezzi più alti.

Non solo mercato locale: la Nigeria punta anche all’export

L’impianto, costruito con un partenariato pubblico-privato, sarà in grado di lavorare 20mila tonnellate di pesce l’anno. Il mercato di sbocco non sarà solo quello della Nigeria, ma anche quello delle nelle nazioni confinanti. Contribuendo così, fra le altre cose, a raccogliere valuta pregiata. Per quanto riguarda i pesci allevati per il momento questi si limitano a due sole specie – tilapia e pesci gatto – ma il governo pensa di introdurne altre cinque che possano essere vendute a prezzi maggiori.
Il processo di aggiunta del valore non si limita solo al pesce ma fa parte di un progetto più ampio. L’obiettivo, come detto, è quello di garantire valore a tutto il settore agricolo. Un progetto simile, ad esempio, sta prendendo piede nella produzione di pollame e altri animali di allevamento.
Giuseppe De Santis

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