Roma, 23 mar — Acqua in brick di cartone sostenibile e a km zero per tutti i cittadini meneghini: potevano chiamarla «l’acqua di Milano», meglio ancora «l’acqua dei milanesi», ma perché volare basso? Dopo la Pasticca del Re Sole, arriva dunque «l’acqua del sindaco», e il sindaco è lui: Beppe «rimango umile» Sala, il Luigi XIV della Ztl, l’imperatore dei salotti caviargauche.  

“L’acqua del sindaco” per tutti i milanesi: Sala rimane umile

Che il popolino sappia che è lui che la concede, la medesima acqua che esce dal rubinetto di casa e sgorga da 650 fontanelle e da 53 casette pubbliche disseminate per il comune. L’acqua del sindaco: pare quasi che sia lui a confezionarla, cartone per cartone, novello Uomo del Monte, anzi in questo caso Uomo del Naviglio.

Riciclabile ed ecosostenibile

Il progetto è stato presentato nella Giornata mondiale dell’acqua alla Centrale Mm di Baggio dove è situato l’impianto di riempimento di acqua potabile in confezioni di cartone poliaccoppiato (brick), materiale rigorosamente riciclabile al 100% e prodotto in maniera chiccosamente ecosostenibile. L’iniziativa, fa sapere il comune, nasce «dalla volontà di Mm di sensibilizzare operatori, turisti e milanesi al consumo dell’acqua potabile del rubinetto». Commenta così l’assessore comunale all’Ambiente, Elena Grandi: «Utilizzare acqua nei brick di cartone è un gesto più che mai necessario: si utilizza acqua a km zero e al contempo si riduce il consumo di plastica monouso». 

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L’acqua del sindaco verrà destinata alla Protezione Civile in caso di interruzione del servizio idrico. Sarà inoltre distribuita nel corso dei grandi eventi e consumata negli uffici comunali. «È un progetto di transizione ambientale — sottolinea il presidente di Mm Simone Dragone — che valorizza l’acqua della rete di cui distribuiamo e depuriamo oltre 220 milioni di metri cubi all’anno». L’impianto di Baggio può sfornare 2.600 cartoni d’acqua ogni ora in confezioni da 500ml o 330ml. Chissà se Sala l’ha pure benedetta.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. E dai rubinetti cosa esce come potabile ?! Per anni hanno mentito alla cittadinanza, se ne sono altamente fregati pensando alle “acque” loro. Sindaci, solo capi degli amministratori di condominio (questi “sconosciuti”), delle tasche loro e della demagogia “aria”.

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