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Primule di Arcuri, flop nel flop: solo un italiano ha fatto una donazione. E la cifra è ridicola

by Cristina Gauri
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primule arcuri

Roma, 29 apr — Alla fine è calato definitivamente il sipario anche sull’ultimo dei più grandi flop della gestione Arcuri dell’emergenza sanitaria: le Primule, gli inutili e costosissimi padiglioni temporanei per le vaccinazioni. Talmente superflue e improduttive da essere stroncate nei primi giorni del governo Draghi su ordine del premier stesso, che ne ha poi congedato l’ideatore sostituendolo con il generale Figliuolo.

Arcuri lancia il bando per finanziare le Primule

All’inizio dovevano essere 1500, poi il numero è stato drammaticamente ridimensionato. Ventun padiglioni a forma di Primule, dal costo di 409mila euro l’uno. Un progetto per il quale Arcuri, alla disperata ricerca di fondi, aveva lanciato il bando Adotta una Primula. «Tutti i sostenitori — recitava l’avviso — che avranno offerto un contributo economico superiore a € 400,00 riceveranno una “nota ufficiale di ringraziamento” da parte del commissario straordinario per l’importante sostegno nella lotta contro la pandemia da SARS-CoV-2».

Ma gli italiani non abboccano

Gli italiani non hanno abboccato. Secondo quanto riportato dal Tempo, infatti, il commissario Figliuolo rende noto che dal 25 gennaio scorso sul conto corrente dedicato alle donazioni è arrivato un solo bonifico, dell’importo di 50 euro. La promessa della «nota ufficiale di ringraziamento» dall’ex commissario non ha evidentemente ingolosito gli italiani, che in questo momento hanno ben altri problemi. E nemmeno la prospettiva di una targa all’esterno del padiglione ha attratto le velleità filantropiche dei più abbienti.

Figliuolo restituirà le 50 euro

Su 60milioni di italiani, quindi, solo uno ha creduto al progetto. Un unico cittadino a cui Figliuolo ha deciso di restituire la cifra donata, rendendo il tutto ancora più grottesco. Per Arcuri, si intende. Nell’avviso di annullamento del bando pubblicato in Gazzetta ufficiale il 23 aprile, infatti, si legge che viene disposta «la restituzione delle eventuali donazioni effettuate sul conto corrente» indicato nel provvedimento del 25 gennaio scorso. 

Cristina Gauri

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