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Produzione in picchiata, le sanzioni a Mosca strozzano le imprese. Confindustria: “Flessione del -1,4%”

by Andrea Grieco
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Roma, 4 giu – Secondo Confindustria, l’attività industriale italiana è stimata in flessione nel mese di maggio del -1,4%, dopo che ad aprile si era verificato un arretramento del -1%. Nel secondo trimestre dell’anno in corso si avrebbe così una contrazione già acquisita della produzione industriale pari allo 0,6% rispetto al primo trimestre, la quale si era già attestata su un calo dello 0,9%. Questa flessione è dovuta in particolare al rialzo dei costi dell’energia e alle difficoltà di approvvigionamento, acuiti, come ormai siamo abituati, dalle operazioni militari in Ucraina.

Lo studio di Confindustria

Questo lo scenario che emerge dalle indagini del Centro studi di Confindustria (CsC), che, oltre a continuare ad evidenziare timori riguardo la persistenza di fattori frenanti l’attività produttiva delle imprese, stima un’ulteriore flessione dell’attività industriale del nostro paese per il mese di maggio, sommata al calo degli ordini. Per quanto riguarda il secondo semestre è atteso il perdurare della fase negativa della produzione industriale, le attività industriali, sebbene in maniera differenziata settorialmente, risentono infatti del susseguirsi di rincari energetici e, conseguentemente, del persistente rialzo dei costi produttivi. Ciò contribuisce – spiega CsC – a rendere l’andamento della produzione industriale estremamente volatile. Le indicazioni provenienti dalle diverse indagini degli ultimi mesi restituiscono un quadro negativo per tutta l’economia italiana.

Colpa delle sanzioni e della politica del governo

Questi fattori contribuiscono a rendere le condizioni dell’industria italiana al momento estremamente deboli e fortemente sensibili alla volatilità degli andamenti che caratterizzano l’attuale contesto economico internazionale. A ciò si aggiunge l’operato di un governo, quello di Mario Draghi, che oltre ad aver fatto fallire migliaia di imprese e portato avanti sanzioni che stanno mettendo in ginocchio interi settori della società, non fa altro che continuare nella sua opera di svendita e liquidazione di un’intera nazione, portandola sempre di più verso una sudditanza economica e politica.

Andrea Grieco

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