Roma, 4 giu – Il coast to coast, nel mondo del calcio, indica l’attraversamento di un campo da gioco da una parte alla parte opposta, ossia dalla zona difensiva a quella d’attacco. Ringraziamo il vocabolario Treccani per dispensare cultura ai più ma, questa definizione, è davvero troppo piatta. Immaginatevi un commento tipo “sì, carino” di un turista ai piedi del Colosseo o davanti all’Altare della Patria. Si tratta in realtà di uno dei gesti calcistici più belli in assoluto. E’ un viaggio infinito, di qualche secondo, che stuzzica i neurotrasmettitori umani, che tiene col fiato sospeso migliaia di persone, che fa temere il peggio ad alcuni ma profuma di gloria per altri. A differenza di altre gesta, generalmente eseguite dai campioni, questa cavalcata può essere fatta da tutti i calciatori e in tutte le serie o divisioni. Solo pochi, però, hanno quel briciolo di follia per gettare il proprio cuore oltre le stelle.

Da Weah a Theo, nel Milan il coast to coast è quasi normale

Quello realizzato da Theo Hernandez contro l’Atalanta è uno dei gol più belli e importanti degli ultimi tempi. Il terzino del Milan è partito dalla propria area, ha superato quattro avversari percorrendo 95,3 metri e ha segnato la rete che, forse, ha convinto società, squadra e tifosi della vittoria dello Scudetto. Prima di lui, un altro rossonero riuscì nell’impresa: si tratta del Re Leone George Weah nella stagione 96/97 contro il Verona (Milan-Verona 4-1 dell’8 settembre 1996). Recupero palla a ridosso della propria area, grande cavalcata superando ben sette avversari e, dopo aver percorso praticamente tutto il campo di San Siro, trafigge il portiere in uscita.

Il gol più bello del secolo

Non a caso, il gol più bello del secolo è proprio un coast to coast. Siamo nel 1986 e si gioca una partita tra Argentina e Inghilterra, valevole per la semifinale dei Mondiali. Il match, vinto poi 2 a 1 dalla Selección, diventerà il più famoso della storia. Entrambe le reti saranno realizzate da Diego Armando Maradona, in modi al quanto particolari. Il primo, superando il portiere avversario in uscita con un tocco di furbizia, andando a creare il mito della ‘mano de Dios’. Il secondo, invece, è stato interpretato superando sette giocatori avversari, impossessandosi dell’etichetta di gol del secolo.

Serie A, la fabbrica dei gol da parte a parte

Possiamo iniziare dal gol di Roberto Baggio in un Napoli-Fiorentina del 1989. Il Divin Codino parte dalla propria trequarti, supera quattro giocatori (incluso il portiere) e segna una rete che ricorda i bug di Pes o Fifa o di un altro videogioco calcistico.

Tra le perle, nella nostra serie A, non possiamo dimenticare quella di Josip Ilicic del 2013, nonostante la sconfitta del suo Palermo per mano della Sampdoria. Il giocatore sloveno avrebbe dribblato anche i raccattapalle. Il 30/11/2014 è una data importante per il Torino, che vince il derby della Mole ai danni di una Juventus che nulla può fare contro la velocità di Bruno Peres. Il terzino destro parte dalla propria area e supera quattro avversari insaccando poi alle spalle di Gigi Buffon. Rimaniamo a Turin, sponda bianconera, dove Carlos Tevez realizza il più bel gol con la maglia juventina nel roboante 7 a 0 imposto al Parma nel 2015. Parte quasi da centrocampo, sì, ma la facilità, la tecnica, la potenza e la velocità con cui supera i quattro avversari e segna è da vero campione. Un gol simile è quello realizzato da Adriano nel 2004, durante un Inter-Udinese, dove l’Imperatore mandò in tilt tutta la difesa friulana. L’ivoriano Gervinho, nel settembre del 2018, partendo un po’ fuori della propria area decise di percorrere tutto il Tardini e, dopo aver saltato 4 giocatori, di superare il portiere avversario grazie anche all’assistenza del palo. Concludiamo come abbiamo iniziato, con un italiano: il talentuoso Nicolò Zaniolo nel 2020 affronta e supera cinque giocatori dello Spezia, calciando poi la palla sotto la traversa.

Dagli esteri

Andiamo a prenderci un thè con la Regina per poter assistere al grandissimo gol di Son Heung-Min nella manita rifilata al Burnley dal suo Tottenham. Gli ingredienti: velocità, dribbling e mezza squadra avversaria.

Dal thè alla paella, il risultato non cambia. Non poteva mancare un gol de la Pulce. Lionel Messi lascia a sedere cinque avversari, il tutto con un mix di classe e tunnel. Concludiamo con un grande del calcio. Ronaldo Luís Nazário de Lima nel 1996, sigla l’ennesimo gol copertina contro il Compostela, con addosso i colori blaugrana. Resistenza, accelerazione, velocità e classe, queste poche qualità sono bastate a superare la difesa avversaria e intraprendere la professione di Fenomeno.

Francesco Campa

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