Roma, 30 giu – Ieri avevamo riportato le dichiarazioni di Elena Piastra, sindaco Pd di Settimo Torinese, riguardanti l’utilizzo della fascia Tricolore durante il pride di Torino. In Consiglio comunale, la Piastra aveva risposto anche alla richiesta di chiarimenti del consigliere Antonio Borrino sul rifiuto del patrocinio alla commemorazione del Giorno del Ricordo organizzata dal Comitato 10 Febbraio. Non si è fatta attendere la reazione dell’associazione che oggi ha risposto al sindaco Piastra con un duro comunicato.

Dichiarazioni choc del sindaco Piastra: il comunicato del Comitato 10 Febbraio

«“Sorpresa e amarezza”. Queste le reazioni del Comitato 10 Febbraio dopo aver ascoltato le dichiarazioni del primo cittadino di Settimo Torinese, Elena Piastra, durante il consiglio comunale del 28 giugno scorso. “Il Comitato 10 Febbraio, che ho l’onore di presiedere – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – è equidistante da ogni schieramento politico, opera dal 2007 e ha collaborato e collabora con associazioni, cittadini ed Enti Locali di qualunque orientamento politico, come facilmente si può evincere dalla pagina Facebook nazionale, per informare gli italiani sulla tragedia delle Foibe e il dramma dell’esodo dei nostri connazionali dal confine orientale d’Italia. Siamo sorpresi e amareggiati per le gravissime dichiarazioni fatte durante il consiglio comunale – prosegue Emanuele Merlino – evidentemente il Sindaco Piastra è stata male informata e ha preso per buone le solite bugie messe in giro ad arte da personaggi, della cui credibilità ci sarebbe, e ci sarà, molto da dire e che ci attaccano non sul merito delle nostre attività – d’altra parte sarebbe difficile farlo contro un’associazione che da anni partecipa a progetti europei con associazioni di tutta Europa, Slovenia compresa – o dichiarazioni – che fondamentalmente sono le stesse pronunciate dai Presidenti della Repubblica italiana e, ultimamente, anche da quello croato – ma su presunte aderenze, che, tra l’altro, non riguarderebbero persone o realtà “fuorilegge”. È sorprendente che un esponente politico, prima di pronunciare certe accuse, non accerti la realtà e si fidi di chiacchiere senza alcun fondamento. Tra l’altro che siano maldicenze lo afferma, indirettamente, lo stesso sindaco quando racconta di aver partecipato a una nostra iniziativa e che solo dopo l’arrivo del “venticello calunnioso” si sia accorta ci fosse qualcosa che non andava. Evidentemente durante il nostro evento tutto le era sembrato, come ovviamente è, nulla più che una doverosa cerimonia. Per quello che riguarda la mia persona sarebbe sufficiente leggere le mie innumerevoli dichiarazioni, e le azioni conseguenti, per comprendere che forse le critiche che io e l’associazione che presiedo riceviamo sono frutto non di legittime divergenze d’opinione o storiche ma strascichi velenosi di quei negazionisti, che ora sono passati a giustificare l’ingiustificabile, che non sopportano che una realtà come la nostra, totalmente autofinanziata e retta esclusivamente dal volontariato dei soci, riesca a organizzare centinaia, se non migliaia, di iniziative ogni anno che vedono la partecipazione, sempre più numerosa, di persone di qualunque estrazione politica. Estrazione che, tra l’altro, come associazione culturale non chiediamo e non ci interessa. La invitiamo a rivedere pubblicamente le sue posizioni e siamo pronti a difendere la nostra onorabilità nelle sedi opportune – conclude Merlino – anche per tutelare le migliaia di istituzioni pubbliche che negli anni hanno patrocinato o addirittura ci hanno chiesto di organizzare manifestazioni su foibe ed esodo come prescritto dalla legge 92/2004”».

Francesca Totolo

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