Roma, 4 nov — Il caso del professore di Pontedera che stanco delle derisioni di uno studente lo ha colpito con un pugno allo stomaco tiene banco da quasi due giorni.

In molti concordano su questo punto: se è vero che il comportamento dell’insegnante appare francamente estremo e discutibile, nemmeno il ragazzo ha agito bene. E a pensarlo non è solo qualche fazione di esagitati social, ma — nientemeno — la madre del giovane. «Mio figlio non è una vittima. Ha sbagliato quanto l’insegnante. E l’ho detto anche a lui», spiega la donna ai microfoni del TirrenoParole incredibili in questa epoca di permissivismo genitoriale, di madri e padri che difendono le malefatte dei figli fino alla più completa deresponsabilizzazione.

Pugno nello stomaco allo studente, la madre interviene (e non difende il figlio) 

Nel video diventato virale lo studente si alza, si avvicina alla cattedra e inizia a deridere il professore, saltellandogli alle spalle. Poi fa segnacci con le mani. A quel punto l’insegnante, esasperato, perde la testa e reagisce, sferrando il colpo. La direzione dell’istituto scolastico non ha potuto fare altro che sospendere il docente e annunciare di «aver preso tutti i provvedimenti del caso. Un fatto del genere richiede una procedura approfondita e articolata che la scuola ha sviluppato non appena venuta a conoscenza dell’accaduto. Per il momento non vogliamo dire altro. E non ci interessa rendere dichiarazioni pubbliche».

Mio figlio ha sbagliato 

La madre, invece, non fa sconti a nessuno, nemmeno al ragazzo, e gli imputa la responsabilità di avere provocato il professore. «Alla base c’è un comportamento sbagliato di mio figlio, che va a saltellare alla sue spalle, alla cattedra, per fare il buffone con i compagni di classe», dice la donna al Tirreno specificando di avere punito il figlio. «L’ho punito cancellando il suo regalo di compleanno. Ora non merita alcun premio. Se fosse stato seduto al banco come i suoi compagni non sarebbe successo niente», rincara.

E se è vero che il docente ha sbagliato, «mio figlio non deve alzarsi durante la lezione e andare alla cattedra a fare lo scemo. E l’ho detto anche a lui. Non è una vittima, ha sbagliato esattamente come il suo insegnante. Gli ho detto chiaramente di non vantarsi per la popolarità che sta avendo quel video, perché se io fossi in lui mi nasconderei dalla vergogna». Alla domanda su eventuali provvedimenti disciplinari presi dall’istituto nei confronti del figlio, la madre afferma di non saperne nulla. «Ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione», tanto che «Mio figlio vive la situazione come se niente fosse accaduto. Continua ad andare a scuola normalmente».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. è ESATTAMENTE questo,quello che manca alle nuove generazioni:
    la disciplina insegnata a casa e applicata dalla scuola.

    siccome a casa non gli insegnano a comportarsi e poi a scuola non bocciano e non puniscono…
    (e quando lo fanno i genitori vanno a prendersela con gli insegnanti,anzichè sostenere l’azione educativa della scuola)
    i ragazzi vengono su come bestiacce allo stato brado:
    fino a quando quelle che erano ragazzate mai punite diventano crimini o reati gravi,
    o nel migliore dei casi vengono su dei mostri di egoismo,che ritengono di aver diritto a tutto senza mai dare niente.

    onore a questa madre,quindi…
    che per una volta si è ricordata che i genitori NON devono essere amici dei propri figli:
    devono essere i muri su cui si fan le corna per la vita,
    e come tale NON devono perdonare senza punire…
    MAI.
    perchè la vita fuori dalla famiglia,PUNIRA’ SENZA PERDONARE.

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