Oggi sui social impazza l’abbaglio – chiamiamolo così, per carità cristiana – preso dal Codacons con Lercio, il finto giornale online con titoli spesso esilaranti. Viene in mente il meme “Ah, ma non è Lercio”. Solo che nel caso del Codacons vale l’esatto contrario. La notizia in effetti non è tanto l’ennesimo attacco dell’associazione di difesa dei consumatori, ma la replica di Lercio. Perché se è vero che il Codacons ha stufato con i suoi comunicati giornalieri contro tizio e caio – tanto che ormai nessuno gli dà più peso – l’attacco a Lercio ha permesso ai simpatici redattori della testata satirica di dare una risposta epica. Come si direbbe sui social. Ma andiamo per ordine.

Lercio fa un titolo alla Lercio e sfotte il Codacons

Tutto è cominciato con un articolo di Lercio dal titolo: “Ha detto ‘Dio, Cristo'”, Codacons contro l’intervento di Papa Francesco in tv da Fazio. Ci sono tutti gli ingredienti per strappare una risata. Peraltro il titolo gioca anche sul fatto che il Codacons per l’appunto ogni tre per due attacca qualcuno (sembrano quasi degli influencer, che devono per forza fare notizia). Ebbene, per chi non lo sapesse, talvolta oltre al titolo (finto), Lercio scrive pure la notizia (finta), altrettanto divertente.

Il pezzo attacca così: “Ha detto ‘Dio, Cristo’ in prima serata. La televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, non dovrebbe accettare spettacoli di questo genere”. È durissimo l’attacco di Carlo Rienzi, fondatore e presidente del Codacons, all’indomani dell’intervento di Papa Francesco a “Che Tempo Che Fa”. “Durante il programma condotto da Fabio Fazio, è stato nominato Dio più e più volte, in diversi contesti”, si legge in un comunicato stampa. L’articolo prosegue mettendo in mezzo Sanremo e altri tormentoni con il risultato di scatenare non poche risate.

La cosa più divertente è la rettifica pubblicata su richiesta dell’associazione dei consumatori

Ma il passaggio più divertente paradossalmente è la rettifica pubblicata in calce all’articolo (falso) a seguito della richiesta (vera) del Codacons. “Il Codacons ci ha intimato di precisare che non esiste alcun comunicato di questo genere”, scrive Lercio. “Smentiamo ufficialmente che questo comunicato esista, sia il titolo che l’articolo sono totalmente falsi. Ne approfittiamo anche per rivelare, consapevoli di infliggere una grossa delusione ai nostri lettori, che anche tutte le altre notizie che abbiamo pubblicato finora sono false. Scusateci tutti”. E’ la spassosa replica di Lercio.

L’associazione di Rienzi cintura nera di umorismo involontario

E fin qui, tutto sommato – seppur in una vicenda comica quanto clamorosa – i redattori di Lercio non hanno fatto che il loro lavoro: far ridere. Se invece andiamo a leggere il testo della lettera inviata dal Codacons il discorso cambia: scatta l’umorismo involontario. Chi ama la comicità sa bene che spesso un tono serioso fa più ridere di tante battute. E più uno si prende sul serio su una questione risibile più scatena reazioni divertite. Ebbene, come leggerete nell’immagine che pubblichiamo qua sotto, il Codacons è cintura nera di umorismo involontario.

E’ proprio il caso di dire che la realtà supera sempre la fantasia. In questo caso la notizia (falsa) fa meno ridere della minaccia di querela (vera). Tanto che vorremmo scoprire che è tutto finto, pure il comunicato del Codacons, in un tripudio di risate generali. A quel punto Rienzi sarebbe il più grande comico italiano vivente.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. chiedo al santo francesco ma come mai i vescovi monsignori e cardinali hanno appartamenti da milioni di euro e non potrebbero accogliere un po’ di negri???? domando

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