Livorno, 25 ott – Un polverone che ha oscurato qualunque altra notizia degna di nota. Gli adesivi che ritraggono Anna Frank con la maglia della Roma, sicuramente di cattivo gusto, hanno scatenato di fatto un’isteria collettiva che continua a generare reazioni scomposte e quasi sempre fuori luogo. Serviva, come scritto da Adriano Scianca su questo giornale, “un casus belli per motivi che non hanno nulla a che fare con le tragedie di ieri e di oggi, che non riguardano il rispetto dei morti e della sofferenza altrui”. Un pretesto poi servito su un piatto d’argento a quanto pare da alcuni ragazzini, fra cui un tredicenne. Sarebbero loro ad aver attaccato gli adesivi in questione.

Una pessima trovata, partorita forse da qualche sciocco minorenne, che resta in ogni caso una pessima trovata. Non è però la prima volta che qualcuno pensa bene di tirar fuori idiozie, che però non subiscono condanne a reti unificate. Ben inteso, qua nessuno assolve nessuno, ma la differenza di trattamento in certi casi è decisamente emblematica. Un esempio su tutti ci viene da alcuni tifosi del Livorno, che hanno deciso più volte di rendersi protagonisti di gesta quantomeno da condannare senza indugio. Dagli slogan in cirillico ai simboli dell’Unione Sovietica, nel 2002 saltò fuori uno striscione vergognoso quasi dimenticato: “Tito ce l’ha insegnato, la foiba non è reato”.

Non fu però un ignobile caso isolato, sempre questi tifosi del Livorno dopo il minuto di silenzio in memoria dei caduti di Nassiriya tirarono fuori una serie di cori contro i militari italiani. E furono sempre quei livornesi, che di sicuro non rappresentano un’intera città ma una galassia antifascista che spesso partorisce certe schifezze, a voltare le spalle al campo durate il minuto di silenzio per ricordare  il caporale Tiziano Chierotti. Un soldato italiano morto in Afghanistan il 25 ottobre 2012 in uno scontro a fuoco, durante il quale rimasero feriti altri tre nostri militari.

Di episodi vergognosi come questi purtroppo ne potremmo citare molti, sempre per rimanere nella curva livornese ad esempio viene in mente lo striscione “Auguri a Stalin”. Sarebbe comunque una lunga carrellata di oscenità, quello che conta non è tanto rimarcarle ogni volta, quanto comprendere che purtroppo gli stolti esistono. Alcuni però vengono puntualmente ignorati, o quantomeno poco stigmatizzati come tali. Altri invece finisco per essere utilizzati per passerelle e cicliche cacce alle streghe.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. caro alessandro della guglia dimentichi un piccolo particolare che a generare tutto quello che hai scritto nel tuo articolo (ti onoro appellandolo tale) sono stati due coglioni che governavano in italia e in germania (scritte in minuscolo perché riferendomi al periodo che tu ami tanto non meritano la maiuscola). stolto ignorante e perfido ipocrita al pari dei due soggetti richiamati, per colpa di quella gentaglia che ha imperversato nel periodo storico a te caro sono state massacrate milioni di persone inermi e quello che accade oggi è frutto di quelle ideologie scellerate. dopo la guerra in italia si volle chiudere con il passato attraverso uno strano editto (guarda caso ci entra andreotti anche lui scritto in minuscolo appositamente) con il quale potevano essere perseguiti i fascisti solo se poteva esser loro attribuito un efferato delitto. errore più grave non poteva essere compiuto perchè questo ha fatto si che venissero al mondo vermi come te.

    • Luigi ,non oso immaginare il dolore che hai provocato nei tuoi genitori allorchè si sono resi conto di avere messo al mondo un figlio decerebrato. Non è colpa loro sia chiaro…….Non aggiungo altro dal momento che non meriti neppure di essere insultato.

  2. …il ”collettivo”Livorno..quello è, non squadra di calcio..Traditori per indole che esultano per la deportazione di italiani e la loro uccisione di cui si sono resi colpevoli i ”titini” e i traditori comunisti del p c i….

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