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paitaGenova, 16 apr – Raffaella Paita, attuale candidata alla Presidenza della Regione Liguria per il Pd, è stata raggiunta da un avviso di garanzia per l’alluvione del 9 ottobre scorso. L’assessore alle infrastrutture e alla protezione civile è indagata per concorso in omicidio colposo e disastro colposo.

Nello specifico, i reati contestati sarebbero omicidio colposo (art.589 del codice penale), crollo di costruzioni o altri disastri dolosi (art.434), delitti colposi di danno (art.449).

In sostanza le viene contestata la “mancata allerta”, perché quella sera, nonostante le previsioni meteorologiche sfavorevoli e le fortissime piogge in corso, la sala operativa della Protezione Civile in viale Brigate Partigiane a Genova rimase chiusa fino alla mezzanotte.

La diretta interessata ha diramato una nota in cui si è dichiarata “davvero sorpresa del merito delle contestazioni che mi vengono rivolte, considerando che ho già avuto modo di chiarire nel novembre scorso la meticolosità della mia condotta nel corso di quella giornata durante la quale ho tenuto costanti contatti con la Protezione Civile, sollecitando la parte tecnica ad operare con il massimo dell’attenzione e della prudenza”.

Per Paita, “l’allerta meteo e i provvedimenti conseguenti sono normativamente di competenza della struttura tecnica e non competono in alcun modo agli assessori. Non mi sono mai sottratta alle mie responsabilità. Chiedo alla magistratura di andare avanti senza indugio e ribadisco di essere a totale disposizione per tutti gli ulteriori chiarimenti. Esattamente per la chiarezza che è dovuta per una vicenda così dolorosa per la nostra terra. Sono certa di aver agito nella massima correttezza e rimango a disposizione del mio Partito”.

Giuliano Lebelli

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