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isisParigi, 16 apr – Il mese di marzo, il mese della festa della donna, ha visto in Francia un numero di ragazze in partenza per la jihad superiore a quello dei ragazzi.

È un dato doppiamente spiazzante per l’Occidente, che vede non solo migliaia di “nuovi europei” rifiutare l’integrazione e il mondo dei diritti per unirsi alla più sanguinaria delle cause, ma anche sempre più donne rifiutare l’emancipazione e abbracciare volontariamente l’Islam più retrivo e maschilista.

Dall’aprile 2014 – secondo il comitato interministeriale francese di prevenzione della delinquenza – sono stati segnalati circa 3.670 casi di partenza per la jihad. La novità dell’ultimo mese di marzo è appunto che sono state segnalate più ragazze che ragazzi.

Quando è stato istituito il numero verde ad uso delle famiglie alle prese con l’estremismo islamico di un congiunto, la proporzione delle donne in partenza per la jihad era del 43% contro il 57% di uomini. Nel marzo 2015 la tendenza si è invertita, e sono state segnalate come dirette nei paesi arabi per la guerra santa islamica 136 ragazze contro 125 loro coetanei maschi.

Ha quindi avuto successo la propaganda dell’Isis, che ha fatto delle donne (preziose perché destinate a mettere alla luce i nuovi miliziani) un target importante.

Evidentemente sono argomenti che toccano delle corde profonde in tante “francesi” di seconda o terza generazione alla disperata ricerca di un senso. Si può deplorare che alla fine lo abbiano trovato in una causa bestiale. Ma si dovrebbe anche riflettere sul fatto che, evidentemente, il “migliore dei mondi possibili” non gliene ha dato uno migliore.

Adriano Scianca

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