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Ragazzina rom schiavizzata dai genitori, il quadro degli orrori nell’ordinanza del Gip

by Michele Iozzino
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Roma, 28 nov – Era stata ridotta in schiavitù dai propri genitori che la costringevano con la violenza a chiedere l’elemosina e l’avevano perfino promessa in sposa ad uno sconosciuto. Lei solamente una ragazzina di 14 anni. Alla fine ha deciso di denunciare per maltrattamenti i propri genitori. Dall’ordinanza del Gip emergono i terribili particolari degli abusi.

La denuncia alla polizia

La ragazzina di etnia rom viveva con 12 fratelli in una casa popolare di San Basilio a Roma. Il padre e la madre, rispettivamente di 41 e 36 anni, sono originari della Bosnia. A portarla in Commissariato sono state due donne che l’avevano incontrata davanti ad un supermercato dove faceva l’elemosina. Ora la quattordicenne è stata trasferita in una casa famiglia, mentre per il padre è stato disposto il carcere e per la madre gli arresti domiciliari. Nell’ordinanza per le misure cautelari emessa dal Gip vengono riportati i motivi del fermo e viene alla luce una quadro decisamente inquietante. La ragazzina infatti “è stata posta in uno stato di soggezione continuativo, protrattosi senza soluzione di continuità per anni, senza che potesse far valere il suo disagio nel mendicare e il suo desiderio di frequentare la scuola e studiare ”. I genitori vengono invece decritti come “personalità violente e prevaricatrici, determinate a trarre fonti economiche per il soddisfacimento delle loro esigenze personali dall’accattonaggio delle figlie”.

Il racconto

La quattordicenne ha spiegato come nella sua famiglia solo le femmine fossero obbligate a mendicare, mentre i maschi potevano scegliere se farlo o meno. I soldi ottenuti con le elemosine andavano però ai genitori, che li usavano “per divertirsi ed acquistare bevande alcooliche ”. Al contrario la ragazzina faceva una vita di stenti: “Devo fare le pulizie tutte le sere per tutta casa, lo ha deciso mia madre. E se non faccio le cose per tempo mi picchia”. Maltrattamenti di cui porta i segni tangibili, come raccontato agli agenti: “Quando avevo 12 anni mi aveva chiesto [la madre, ndr] di prendere un bastone per pulire e per averlo accidentalmente rotto, mi ha picchiato con almeno cinque bastonate. Ho ancora il segno ”. Un altro episodio particolarmente angustiante ricordato dalla ragazza è stato quando è stata rasata a zero dai genitori perché si era rifiutata di sposare uno sconosciuto a cui l’avevano promessa in cambio di soldi: “Me lo dicono da quando ho 11 anni. Gli ho detto che se succede mi butto dal balcone. Loro mi hanno risposto che prima devono incassare e poi posso farlo”.

Michele Iozzino

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