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Viterbo, 20 ago — Dopo lo sgombero del rave di Valentano si raccattano i cocci e si indaga sull’identità degli organizzatori. Inquirenti e investigatori sarebbero già sulle tracce di chi è riuscito a radunare oltre ottomila persone nelle campagne del viterbese con il solo ausilio del tam tam sulle app di messaggistica istantanea come Telegram.



Partito nell’indifferenza quasi generale, il caso è esploso con la morte di Gianluca Santiago, un 24enne annegato nel lago di Mezzano. Poi altri ragazzi finiti in coma etilico — si vociferava di un secondo morto, notizia poi smentita — due denunce per stupro, addirittura un parto. E danni su danni che ora Piero Camilli, proprietario della tenuta in cui ha avuto luogo dovrà pagare di tasca propria.   

Si indaga sugli organizzatori del rave

Secondo quanto riferisce il Messaggero il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato in merito al decesso di Santiago. Il magistrato sarebbe in attesa di un’informativa che potrebbe contenere informazioni utili sull’identità degli organizzatori del rave. Al momento gli investigatori hanno tratteggiato un primo scenario: otto gruppi (o «tribe») italiani in sinergia con raver francesi tiravano i fili del Teknival, un’organizzazione dedicata allo spaccio e alla gestione degli stupefacenti («Sulle auto erano stati allestiti cartelli con i prezzi delle sostanze. Chetamina: 5 euro. Lsd: 10 euro. E via così. Poi c’erano i “laboratori” della riduzione del danno dove le sostanze venivano preventivamente analizzate per non correre rischi inutili», testimonia al Corriere un partecipante).

E ora il proprietario del campo è rimasto solo

Sono circa 5mila i partecipanti al rave identificati nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine, che ora dovranno scovare i responsabili. Alle indagini partecipano carabinieri, Digos e Squadra Mobile della Questura di Viterbo oltre agli agenti della polizia postale.

Intanto il sindaco di Valentano Stefano Bigiotti auspica che «questa tragedia non resti priva di conseguenze: la politica inizi una seria riflessione su come tutto questo sia potuto succedere e non si sia potuto prevenire». Al momento, chi dovrà pagare di tasca propria per i danni causati dall’occupazione è il proprietario del fondo, Piero Camilli che dovrà fare personalmente fronte alla rimozione delle tonnellate di rifiuti, al danneggiamento alla proprietà e ai numerosi furti avvenuti nei capannoni. Stessa cosa per il bestiame: una decina di pecore sbranate dai cani e una ventina di mucche che hanno perso il latte, traumatizzate da cinque giorni di musica martellante. Con lui lo Stato non tratta.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Tutto ‘sto casino per una Woodstock locale dei tempi nostri, no-strana, più eco… Dopo cinquantanni, sempre disponibile Lsd rivoluzionario a buoni prezzi, trip a frequenze alternative, cagate libere, stato e covidi di turno a fan culo, pubblicità gratuita alla zona, volano per continuo lavoro sicuro di recupero e smaltimento umano e non… Ma ringraziate piuttosto, insulsi democratici, son figli Vostri ! Il morto, percentualmente, ci scappa sempre. Non ci giocate sopra.
    Pensate piuttosto a fare i camper elettrici gratuiti, con pagamento solo chilometrico, per consentire il progressista rialzo del Pil!

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