Come avevamo previsto, i danni causati dalle quarantene e dagli isolamenti, specialmente ai giovanissimi, sembrano aver comportato delle psicosi divenute in breve tempo endemiche nella nostra società. Oltre all’abuso di social, Netflix, videogiochi, droghe (le famigerate microdosi «sperimentali» in auge durante la pandemia) si registra un’ennesima fuga dalla realtà chiamata shifting. Non è un nuovo strumento social, quindi virtuale, sebbene esistano decine di comunità dedicate all’argomento, in particolare su TikTok. Ciononostante siamo sempre nell’ambito di esperienze non riconducibili al reale.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di aprile 2022

Sognare a occhi aperti

Ora, sappiamo che un adolescente ha la tendenza naturale a rintanarsi nel proprio mondo, fatto – almeno si spera – di eroi, miti, fantascienza, che da una parte concorrono a creare il suo legittimo immaginario, ma dall’altra lo allontanano dal vissuto con il quale prima o poi dovrà fare i conti. Questo momento coincide generalmente con il passaggio all’età adulta che, se in passato avveniva alla fine della scuola dell’obbligo (tra i sedici e i diciotto anni, a seconda dei momenti storici di riferimento), oggi è sempre più posticipato. Con la pandemia e l’impossibilità di interfacciarsi con il mondo al di fuori – quello vero, che piaccia o meno – un numero crescente di adolescenti, complici le anguste mura della propria cameretta e l’assenza della tribù – quella che tempo fa assicurava i legami sociali e le forme di autocontrollo – si sono messi letteralmente a sognare a occhi aperti.

Che cos’è lo shifting

Ma cos’è lo shifting nel dettaglio? Si tratta di una fuga in un universo parallelo nel quale il giovane si sente a suo agio – come quello di Harry Potter che, tra gli shifter, va per la maggiore – e che può raggiungere o tramite il «metodo raven», ovvero una sorta di «autoipnosi for dummies», che consiste in un banale conto alla rovescia, oppure con il «metodo Alice nel paese delle meraviglie», che consiste nel rincorrere idealmente il personaggio preferito all’interno del suo mondo. Sociologi e psicologi sono unanimi nel sostenere questa forma di «intrattenimento», sottolineando che non vi sia alcun pericolo, ma le cose non stanno proprio così. Prima di tutto, questo tempo dedicato al sogno desto si deve sommare a…

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