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Roma, 1 ott – Il caso del reddito di cittadinanza percepito da Federica Saraceni «è oggetto di verifica da parte dei competenti uffici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero della Giustizia e l’Inps, al fine di accertare l’eventuale presenza di anomalie». Lo ha comunicato ieri il ministero del Lavoro. L’ex terrorista delle Nuove Brigate Rosse, condannata a 21 anni e 6 mesi per il concorso in omicidio del giusvalorista Massimo D’Antona, si trova ai domiciliari dal 2005 e secondo quanto rivelato dalla Verità starebbe percependo un reddito di cittadinanza di 623 euro mensili. 



La conferma dell’Inps

Nella serata di ieri l’Inps ha confermato la regolarità del procedimento: «Stiamo verificando. I requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali, requisiti che competono all’ Inps, ci sono». Lo ha dichiarato il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico: «La norma prevede che se la persona ha ricevuto una condanna nei dieci anni precedenti c’è il blocco» per il Reddito, «lei l’ha ricevuta 12 anni fa. Basta leggere la legge», ha concluso.

Le critiche

«Il reddito di cittadinanza all’ex brigatista Federica Saraceni, condannata per l’omicidio di Massimo D’Antona, è un insulto intollerabile per i parenti della vittima e per tutte le persone perbene. La Lega non parteciperà a nessun lavoro d’aula e di commissione finché il governo non spiegherà questo scandalo e quest’ingiustizia sarà sanata», dichiarano i  capigruppo della Lega Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Fa loro eco Giorgia Meloni, definendo il caso «uno scandalo» causato anche «dalla bocciatura dell’emendamento di FdI per escludere dai beneficiari Rdc condannati per gravi reati penali. Ora il Governo vari una norma per fermare questo scempio».

«Dovrebbe prostituirsi?»

Di parere diverso è il padre della Saraceni, Luigi, ex magistrato ed ex deputato dei Ds, che difende il reddito per sua figlia Federica: «Chi vuole togliere il reddito di cittadinanza a mia figlia, che è alla fine di una lunga pena, mi dica cosa dovrebbe fare: darsi alla prostituzione, la buttiamo nella discarica, le diciamo di andare a fare delle rapine?» e arriva a definire il caso come «attacco politico al reddito di cittadinanza. La sinistra ci ripensi, e non lo elimini, perché è una legge giusta».

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. No, è chiaro che non si debba prostituire, (visto l’aspetto, non credo che riuscirebbe a raccattare del denaro), tanto meno essere gettata in una discarica, quello che invece avrebbe fatto lei con chiunque non l’avesse pensata alla stessa maniera, solo qualche decennio fa. Deve, invece, essere mantenuta dal suo genitore, che in quanto ex magistrato e deputato, (che ha sicuramente avuto delle colpe nella deriva estremistica della figlia), possiede i mezzi economici per farla sopravvivere. Questa gente non conosce decenza, per non parlare della dignità, si mettono a mendicare e si permettono di replicare con strafottenza; che vadano a vivere nelle loro dittature di sinistra, altro che redditi di cittadinanza e pensioni a 5 zeri. Gli assassini che hanno, oltretutto, premeditato l’eliminazione di una persona a sangue freddo, senza neppure conoscerla, solo perché ai loro occhi ottenebrati risultava essere invisa, non meritano accondiscendenza e neppure compassione; per loro solo biasimo e disprezzo.

  2. Ma, visto che sta assassina é agli arresti, sia pur domiciliari, il vitto non è a spese dello Stato?… Prostituirsi?… Puo ricevere addirittura dei “clienti” ? Ma che “regime” carcerario è?… Un’ assassina appartenente a banda armata sta’ ai domiciliari anziché a spaccar pietre?… (Vedi: “Rambo II). E viene “redditata” pure?… Ma che barzelletta è?… Piu va avanti, piu credo che gli unici che sapessero veramente trattare con feccia assassina del genere fossero il Generale Galtieri, il Generale Iberico Saint Jean e la loro giunta…

  3. Inoltre , signor magistrato – padre, lei dovrebbe sapere, meglio di chiunque altro, che chiunque metta in atto una vera e propria “esecuzione” arbitraria, sparando addosso ad un uomo disarmato e preso di sorpresa in un vilissimo agguato, non può aspettarsi le simpatie e la solidarietà dell’ opinione pubblica. Almeno di quella definita la “maggioranza silenziosa”. Tanto più se i motivi sono puramente”ideologici” e vittima e carnefici non hanno mai avuto a che fare personalmente. Neppur si conoscevano. Dunque, vi prego, non fate le vittime! Le vittime , oltre agli uccisi, sono coloro che, pur viventi, vivono in un paese dove assassini a sangue freddo come la sua figliuola vengono trattati con i guanti della festa!

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