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Milano, 14 ott – Si presentavano alla posta per chiedere il reddito di cittadinanza ma non sapevano parlare italiano: scoperta truffa a Milano, 50 denunciati. Intascavano il sussidio tanto voluto dal M5S grazie a documenti falsi realizzati ad hoc di persone aventi titolo. Oltre 50 persone sono così state denunciate dalla polizia che ha scoperto un’organizzazione criminale che inviava stranieri agli uffici postali di Milano per intascare, sotto mentite spoglie, il Rdc. Prosegue dunque la serie ininterrotta di casi di soldi pubblici scroccati illegalmente per via dei pochi controlli e delle falle conclamate nel sistema di assegnazione del sussidio.



Reddito di cittadinanza, stranieri inviati alle poste con falsi documenti

La truffa è stata scoperta perché chi si presentava agli sportelli non spiccicava una parola di italiano pur risultando con cittadinanza italiana, come riporta l’Adnkronos. E’ così che la polizia postale di Milano ha fatto scattare le indagini. Gli stranieri, provenienti da Romania, Austria e Germania, si presentavano agli uffici postali inviati da una sorta di network che li assoldava. L’indagine, coordinata dalla procura di Milano e dal servizio di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, è iniziata nel settembre del 2020. Grazie alle indagini si è giunti all’arresto di due soggetti trovati in possesso di documenti falsi. Gli agenti hanno eseguito otto perquisizioni: rinvenute carte prepagate e ricevute di presentazione dell’istanza del reddito di cittadinanza. La polizie ha scoperto anche messaggi che gli interessati si scambiavano via chat per concordare viaggi e permanenza sul territorio.

Salvini: “Così com’è, Rdc incentivo ai furbetti”

“Quando ho letto di 50 indagati e arrestati perché arrivavano dalla Romania o dalla Germania per prendere il reddito di cittadinanza… Anche di questo abbiamo parlato con Draghi perché il reddito di cittadinanza così com’è è un disincentivo al lavoro, un incentivo ai furbetti e agli evasori“. Così il leader della Lega Matteo Salvini, ai microfoni di Radio anch’io su Radio 1, commenta l’ennesima truffa ai danni dei contribuenti.

Ludovica Colli



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3 Commenti

  1. finitela di definirli “furbetti”:
    ci vuole proprietà di linguaggio…
    la vera definizione di questi schifosi è
    “PARASSITI”
    o anche carogne,bastardi ecc
    di certo non furbetti,che è un nomignolo
    che sminuisce i danni che fanno…
    sia economici,sia di fiducia nel sistema e nel governo.

  2. Vedete che con il QR code a tutti questo non potrà più accadere.
    Cosa vuol dire, scusa.
    Vuol dire che di te sapranno tutto e non potrai più barare.
    Ma perché io baro ?
    Si, ma potrai farlo.
    Ma sul QR code cosa è scritto?
    Tutto quello che è possibile sapere di te.
    Un po’ alla volta sapranno tutto e conosceranno ogni tuo movimento.
    Ma che bella fantasia che hai.
    La fantasia arricchisce.
    Allora se la fantasia arricchisce troveranno il modo di tassare pure lei.

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