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Reggio Emilia, 30 set — Ancora una tragedia sul luogo di lavoro: in un condominio della frazione di Borzano ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, un operaio edile è precipitato nel vuoto cadendo da circa dieci metri d’altezza. La vittima si trovava sul tetto per lavorare alla manutenzione della copertura. Lo riferisce il Corriere di Bologna.



Operaio muore cadendo da un ponteggio

Il fatto è accaduto oggi pomeriggio, intorno alle 14. L’uomo, il cui nome è Roberto Alessandri, 56 anni, è deceduto poco dopo l’impatto al suolo per le gravissime lesioni riportate. Secondo una prima ricostruzione del personale del Servizio Prevenzione e sicurezza della Medicina del Lavoro di Reggio Emilia intervenuto insieme Carabinieri di Albinea, l’operaio si trovava su di una impalcatura quando, per cause ancora da accertare è caduto nel vuoto, precipitando al suolo. Intervenuti sul posto, i sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimare l’operaio. L’uomo è spirato poco dopo per la gravità delle lesioni riportate.

Una vera e propria strage

Con l’operaio di Reggio sale quindi a sette il bilancio dei morti sul lavoro nelle ultime 48 ore. Il 2021 verrà ricordato come un anno terribile per la sicurezza sul lavoro, con 680 vittime da gennaio a fine settembre. Una vera e propria strage dilagata in ogni angolo d’Italia: in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Sicilia. Cantieri e strutture non a norma, carenza di ispettori del lavoro deputati ai controlli: secondo le stime l’Onu, nel mondo sono quasi due milioni l’anno le vittime sul lavoro e gli incidenti sono la terza causa di morte, dopo le malattie croniche. Le regioni italiane più piagate dalle morti sul lavoro sono quelle del sud, seguite per numero di vittime dal nord est, il centro e infine il nord ovest.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Il lavoro non deve essere solo un obbligo ma anche e soprattutto un piacere, penso che i troppi morti siano anche il risultato del clima sempre più avvelenato anche nel mondo del fare. Come ex responsabile della sicurezza sul lavoro (grazie ad un corso API a sostegno di una certa consapevolezza), ritengo si debba partire da lì per ricostruire tutto il possibile, anche cominciando a stimare e rispettare i lavoratori per i veri rischi che corrono nella loro attività. Senza gratificazione alcuna, o peggio, si va controvoglia… moltiplicando i rischi di vario genere. Tutto le restanti considerazioni sono importanti ma secondarie, a cominciare da chi produce attrezzature e scantona…

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