Roma, 11 mar – Se pensavate di ritornare alla normalità dopo mesi di restrizioni e la – per ora – claudicante campagna vaccinale, scordatevelo: secondo Walter Ricciardi la vaccinazione di massa non ci garantirà il ritorno alla vita di prima.



Ricciardi: la vaccinazione non basta. Indovinate perché?

Eccolo di nuovo alla carica, il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, in prima linea nei panni di chi la speranza ce la vuole togliere a tutti i costi. Ad essere maliziosi verrebbe quasi da pensare che Ricciardi tragga linfa vitale dalla disperazione di coloro a cui toglie ogni illusione. Ospite del webinar Obbligati a crescere – Vaccino, come ricominciare, promosso dal Gruppo Caltagirone, Ricciardi puntualizza che «dobbiamo assolutamente vaccinare quanto prima possibile e quanto più possibile». Ma non illudiamoci: «il vaccino di massa non sarà l’arma di liberazione che ci garantirà il ritorno alla normalità. L’unica cosa che ce la garantirà è la combinazione di più armi». E sappiamo già dove l’esimio vuole andare a parare.

Proprio così, ha invocato l’ennesimo lockdown

Il consigliere di Speranza prosegue specificando che sebbene «ci sarà la possibilità di vaccinare milioni di persone», il coronavirus è «estremamente contagioso, per cui una possibile immunità di massa si può raggiungere solo quando la quasi totalità della gente sarà vaccinata. E ciò è estremamente difficile da raggiungere». Nel caso del coronavirus, poi «ci sono due ordini di problemi, il primo è che il vaccino probabilmente non ha un’immunità duratura e permanente, ma di pochi mesi e il secondo non riusciremo a vaccinare il 95% della popolazione».

Lasciate ogni speranza o voi che vi vaccinate, quindi? «Ciò ci induce a capire che dobbiamo fare più cose insieme, la vaccinazione sicuramente ma anche altre cose, perché non sarà soltanto la vaccinazione di massa che ci consentirà di tornare alla normalità». E si ritorna al caro, vecchio, adorato cavallo di battaglia di Ricciardi: il lockdown totale su scala nazionale. Tutti i discorsi del buon Walter vanno sempre a parare lì, altro che «vaccinazioni di massa».

Lui ve l’aveva detto

Del resto lui l’aveva detto, da mesi, ma nessuno gli aveva dato ascolto: «Con scelte giuste fatte al tempo giusto, oggi saremmo in condizioni normali: potremmo andare al ristorante, al bar, probabilmente potevamo andare al cinema. Affollare in maniera razionale gli stadi». Invece non gli abbiamo dato retta e questo è il risultato. «Lo sto dicendo da ottobre», ricorda e «se nelle varie fasi dei miei avvertimenti questi fossero stati recepiti oggi potremmo vivere normalmente. Poi adesso tutti quanti etichettano questo come lockdown ma è una strategia no-Covid, significa salvare le vite».

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Solo in Italia un attore di serie b e un ministro laureato in scienze politiche possono stare ad occuparsi di una epidemia virale(non pandemia che presuppone dal 1 al 2 % dei morti di una intera popolazione in un anno da un agente patogeno).E i dpcm sono illeggittimi e prefigurano il sequestro di persona di un intero popolo, ridotto a larva umana e a cui hanno tolto il lavoro con chiusure incostituzionali al fine di dominarci e renderci schiavi della dittatura finanaziaria corrente, attuata tramite banche centrali e banche private che creano il denaro dal niente

  2. Dittatore tu che hai scritto l articolo e quella merda di Walter Ricciardi che insieme a speranza gli deve venire un tumore mortale soffrendo come un cane a lui e speranza a morte

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