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Roma, 21 dic – Sempre molto posato e per nulla catastrofista nelle sue dichiarazioni, Walter Ricciardi ha invocato oggi un lockdown della durata di due mesi. Alle sparate condite di allarmismo e terrorismo psicologico del consulente del ministro della Salute dovremmo essere ormai abituati, ma ogni volta il nostro riesce sempre a superarsi.

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Ricciardi invoca il lockdown di due mesi

«Serve un lockdown subito», per contrastare gli effetti della nuova variante Covid, che si ritiene sia più contagiosa, afferma intervenendo a Un giorno da pecora. Come se gli italiani, per Natale, fossero liberi di uscire di casa. Ma per Ricciardi, che settimana scorsa paragonava gli effetti del Covid a quelli dei bombardamenti del ’44, i provvedimenti che hanno cancellato il Natale degli italiani sono insufficienti. E invoca misure alla tedesca o all’austriaca: «Servono misure di controllo della mobilità più continue e più lunghe. Io avrei adottato misure più restrittive, come hanno fatto Germania e Austria».

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Ricciardi tifa lockdwon austriaco

In particolar modo Ricciardi sembra apprezzare particolarmente la soluzione adottata dall’Austria, che «fa un lockdown fino al 16 gennaio e poi consentirà di uscire dalla propria abitazione dopo un tampone». Quindi, «L’unica possibilità che abbiamo è limitare gli spostamenti e poi ricominciare a tracciare. Nella prima fase noi abbiamo fatto un lockdown rigoroso per 2 mesi e solo dopo quella chiusura abbiamo visto che la catena del contagio si è interrotta», prosegue. Chi se ne frega se nel frattempo dell’economia italiana resteranno solo macerie fumanti.

Abbiamo bisogno di altri due mesi di prigionia

«Se ragioniamo per analogia, abbiamo impiegato 2 mesi per far scendere un numero di casi inferiori rispetto a quelli attuali. Abbiamo bisogno di un periodo almeno analogo. Sarà una battaglia lunga. Il ministro Speranza è da sempre più favorevole a misure più rigorose, si confronta con posizioni altrettanto legittime», insiste. «Io avevo consigliato» ad ottobre «lockdown mirati che hanno fatto in Australia e Nuova Zelanda dove ora festeggiano il Natale con baci e abbracci».

«Noi dobbiamo convivere con il virus, ma a livelli di circolazione bassi, 100-200 casi al giorno. Se perdiamo il controllo, stiamo sempre a inseguirlo. Credo che nelle prossime settimane avremo un lieve aumento di casi per tutto quello che abbiamo visto nelle strade», riferendosi alla «cattiva condotta» degli italiani che si sono permessi di uscire di casa a fare shopping. «I contatti ci sono stati e questa variante inglese è già arrivata, probabilmente da tempo. E questo potrebbe spiegare perché in alcune parti del Paese la circolazione sia stata più sostenuta». Adesso che c’è la variante inglese – sulla quale persino l’Oms frena gli allarmismi – tenetevi forte, perché Ricciardi e compagnia bella non si terranno più.

Cristina Gauri

 

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