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Roma, 7 ott –  La Corte europea dei diritti umani boccia il ricorso contro il Green pass elaborato da un cittadino francese bollandolo come irricevibile.



Green pass, respinto il ricorso dalla Corte dei diritti umani

Il ricorso presentato da un cittadino francese contro il green pass istituito nel Paese è stato respinto in toto dai giudici della Corte europea dei diritti umani, con sede a Strasburgo: i giudici, inoltre, hanno criticato l’uomo per aver messo in atto una strategia per inondare la Cedu di ricorsi simili al suo.

L’autore del ricorso

Guillaume Zambrano, autore del ricorso contro il Green pass, sostiene che la legge sul certificato erde serve solo a obbligare le persone a vaccinarsi in assenza di obbligo vaccinale (vi suona familiare come tesi?), ma nelle sue opinioni il vaccino rischia di far soffrire fisicamente chi lo fa minacciando l’integrità fisica. E non pare solo a lui, dato che poco fa Svezia e Danimarca hanno sospeso la seconda dose di Moderna per due fasce d’età differenti causa un minimo rischio di miocardite, giudicato però evidentemente troppo grande da prendere.

“Ingerenza discriminatoria”

Zambrano sostiene che il pass sanitario costituisce un’ingerenza discriminatoria nella vita privata dei cittadini. La Corte di Strasburgo, però, nell’ordinanza definitiva, rigetta il ricorso,  osservando che Zambrano non avrebbe  fornito informazioni che dimostrino come la legge sul pass sanitario violi i suoi diritti. I giudici affermano che hanno dichiarato irricevibile il suo ricorso anche perché l’uomo non ha presentato la sua causa davanti ai tribunali francesi, condizione essenziale perché la Cedu esamini un ricorso. I giudici contestano a Zambrano anche di aver abusato del suo diritto di ricorso alla Cedu con una strategia che aveva come solo scopo quello di “imbottigliare, ingolfare e inondare” la Corte di Strasburgo.

Ilaria Paoletti



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2 Commenti

  1. La Cedu non entra nel merito e respinge i ricorsi se prima non sono state adìte le vie legali dei propri paesi.
    Tutto normale.

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