Roma, 13 mag — E’ un cittadino somalo di 27 anni l’uomo fermato dagli agenti della Questura di Rimini con l’accusa di tentato stupro nei confronti di una 60enne. L’episodio è avvenuto il primo maggio in pieno giorno, nel bel mezzo del frequentato parco Marecchia. Nel frattempo le pasionarie di Non una di meno Rimini dormono, troppo intente a raccogliere testimonianze di presunti catcalling e avance di alpini alticci e spacciandole per tentativi di stupro.

Somalo in manette per tentato stupro

Come detto, i fatti sono avvenuti il primo maggio, quando la vittima ha denunciato un tentativo di stupro da parte di un giovane di colore che prima l’ha aggredita e poi, non pago, ha tentato di rapinare un ciclista arrivato per soccorrere la sessantenne. Stando al racconto della donna, il somalo l’avrebbe afferrata da dietro all’improvviso, mentre lei percorreva correndo uno dei sentieri della pista ciclabile all’interno del parco. Poi le avrebbe messo una mano sulla bocca per zittirla e l’avrebbe scaraventata a terra con violenza. 

L’aggressione

L’immigrato, un 35enne, le sarebbe salito sopra cercando di sfilarle i pantaloni della tuta. Invano, perché la sessantenne sarebbe riuscita a reagire e a opporsi allo stupro, urlando per attirare l’attenzione di qualche passante. Le sue grida avrebbero quindi insospettito una coppia di ciclisti che percorrevano la ciclabile. Nonostante l’intervento dei due, lo straniero non avrebbe desistito, anzi: mentre uno dei ciclisti chiamava il 112 con il cellulare, il somalo avrebbe aggredito l’altro tentando di portargli via la bicicletta. Non riuscendoci, è fuggito a piedi. Ripresasi dallo choc, la signora si è recata in Questura per denunciare l’accaduto, ma senza riuscire a riconoscere l’aggressore dalle foto segnaletiche. Stamattina, la notizia della cattura.

Cristina Gauri

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