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Roma, 17 ago – “Domanda per un amico, non è che con queste ultime restrizioni (leggasi mascherine all’aperto) il governicchio vuole imbavagliare anche la campagna elettorale?”. E’ quanto scritto su Twitter da Antonio Maria Rinaldi, europarlamentare della Lega da sempre fortemente critico nei confronti dell’operato del governo Conte. “Altra domanda per un amico: con l’ordinanza che fa presagire il ritorno ad una presunta emergenza, non è che il governicchio ha già la penna in mano per firmare il Mes?”, cinguetta ancora l’economista. Altro provvedimento, altre restrizioni dunque.

“Orari delle Ztl?”

La giostra schizofrenica a cui ci ha abituato il governo non si arresta e d’un tratto, dopo una breve parentesi di ritorno alla “normalità”, in una sera di fine estate ecco apparire lo spauracchio del ritorno al lockdown. Una chiusura che con la nuova ordinanza del governo Conte è già realtà per le discoteche, costrette a fermarsi di nuovo. La stretta voluta dall’esecutivo giallofucsia prevede poi l’obbligo di indossare le mascherine dalle 18 alle 6 di mattina nei luoghi della cosiddetta movida. Una misura talmente bislacca che si commenta da sola, come se il coronavirus circolasse soltanto in determinate fasce orarie. Ideona che sempre Rinaldi commenta così: “Non è che Speranza si è confuso con gli orari delle Ztl?”.

Chiediamo “per un amico”

In effetti, sembra proprio che il ministro della Salute abbia poche idee e tutte confuse, perché non si riesce proprio a cogliere il senso di questa ordinanza. Posto che con tutta evidenza un virus se ne frega degli orari, chi decide se in un determinato luogo all’aperto ci sono troppe persone vicine? Si paleserà la municipale nelle piazze italiane munita di metro per controllare la distanza tra una persona e l’altra? Piuttosto improbabile e al contempo comico da ipotizzare, dunque è viceversa legittimo avere qualche dubbio sulle reali intenzioni governative. E visto il continuo bavaglio mediatico che si prova a mettere a chi manifesta un certo disappunto, Rinaldi ironicamente prova a porre qualche domanda “per un amico”. In gergo social, finché saremo liberi di utilizzare almeno quello.

Alessandro Della Guglia

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