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Roma, 1 mar – La Mare Jonio indagata dalla Procura di Ragusa. La nave della Ong Mediterranea Saving Humans è accusata di aver ricevuto soldi in cambio del trasbordo, avvenuto l’11 settembre scorso, di 27 immigrati dalla nave danese Maersk Etienne. Secondo quanto riportato da RaiNews l’inchiesta ipotizza i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione alle norme del codice della navigazione.



La Marie Jonio avrebbe ricevuto soldi per il trasbordo degli immigrati 

L’imbarcazione battente bandiera danese aveva recuperato i clandestini 37 giorni prima del trasbordo. La Procura di Ragusa ha disposto perquisizioni a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Lapedona (FM), Mazara Del Vallo (TP), Montedinove (Ap) e Augusta (SR). Per l’accusa il trasbordo sarebbe avvenuto «dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, in virtù del quale» quella «della Mare Jonio ha percepito un ingente somma quale corrispettivo».

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Gli indagati 

Risulterebbero iscritte al registro degli indagati quattro persone, «tra soci, dipendenti o  amministratori, di fatto o di diritto, della società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore Mare Jonio». Sarebbero l’ex disobbediente Luca Casarini, il capo missione del salvataggio Beppe Caccia, ex assessore a Venezia nella giunta Cacciari, il regista Alessandro Metz e il comandante Pietro Marrone, al timone durante le operazioni.

Le indagini

La conduzione delle indagini è affidata a un interforze composto da militari del nucleo Pef della Guardia di finanza di Ragusa e da poliziotti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo Ibleo e da personale della sezione Operativa Navale delle Fiamme gialle di Pozzallo e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Pozzallo. E’ in corso di esecuzione un decreto di perquisizione personale e locale e di sequestro finalizzato a «ricercare ed acquisire ogni elemento documentale e/o su supporto elettronico utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della Maersk Etienne, nonché di eventuali altre società armatoriali».

Nel mirino degli inquirenti è lo sbarco di 27 clandestini, avvenuto il 12 settembre del 2020 nel porto di Pozzallo dal rimorchiatore Mare Jonio. Gli immigrati erano stati precedentemente trasbordati dalla motonave danese Maersk Etienne, che li aveva recuperati in mare 37 giorni prima ed era in attesa di assegnazione di un porto sicuro.

I medici salirono illegittimamente sulla Mare Jonio

Per la Procura di Ragusa, sulla base di indagini «fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali», è «emerso che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio» sarebbe avenuto «senza nessun preventivo raccordo con le autorità maltesi, competenti per l’evento Sar, o con quelle italiane ed apparentemente  giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, ‘documentata’ da un report medico stilato dal team di soccorritori  imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore». Il personale medico che salì sulla Mare Jonio per documentare una ipotetica emergenza sanitaria, quindi, non aveva ricevuto alcun permesso per effettuare quel tipo di operazione.

Inoltre – ed è l’accusa più grave – il trasbordo sarebbe avvenuto «solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi». Un accordo «in virtù del quale la società armatrice della Mare Jonio ha percepito un ingente somma  quale corrispettivo per il servizio reso».

Cristina Gauri

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1 commento

  1. la Maersk Etienne è un petroliera da 185 metri di lunghezza e larga 31,a bordo della quale – inutile dirlo – i 27 migranti clandestini NON correvano alcun pericolo di vita.

    con una magistratura degna di questo nome,ANCHE SENZA NESSUN IPOTIZZATO PAGAMENTO, i responsabili della Mare Jonio sarebbero dovuti essere stati indagati per favoreggiamento alla immigrazione clandestina,proprio per la chiarissima evidenza;

    gli stranieri candestini ERANO GIA’ STATI SOCCORSI e non correvano alcun pericolo di vita.

    il supposto pagamento è solo una aggravante del reato che vieta:

    “atti diretti a procurare l’ingresso nel territorio dello Stato di uno straniero ovvero atti diretti a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente”

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