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Roma, 1 ott – Ancora caos rifiuti a Roma; immondizia in strada e confusione ai vertici. Si dimette ancora l’intero Cda di Ama, la partecipata dei rifiuti del Comune di Roma. Sono passati appena tre mesi dall’insediamento.

“Raggi, inerzia e poca collaborazione”

La presidente Luisa Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri si i licenziano; a motivazione delle loro dimissioni ancora uno scontro col Comune di Roma presieduto da Virginia Raggi. Ancora una volta in ballo c’è l’approvazione del bilancio relativo al 2017. “Il tema” scrivono i membri del Cda in una lettera indirizzata alla Raggi “non è la posta di bilancio, peraltro assolutamente neutra rispetto al risultato dell’esercizio e al patrimonio netto della società. Ma è assai più grave e probabilmente più scomoda per la sua amministrazione e verte esclusivamente sulla assoluta inerzia e constatata mancanza di una fattiva e concreta collaborazione con Ama per superare le situazioni di criticità riscontrate su più piani durante i 104 giorni di governo societario”.

I 18 milioni di credito Ama

Il direttore generale di Roma Capitale, Franco Giampaoletti, la settimana scorsa ha indirizzato una missiva a consiglio di amministrazione di Ama, ammonendo che tale bilancio non poteva essere approvato a causa di un elemento ostativo. Tale elemento sarebbero i 18,3 milioni di crediti vantati da Ama verso il Comune di Roma per servizi cimiteriali svolti tra il 2006 e il 2012.

Ranieri: “Deluso e arrabbiato”

“Se la Raggi dice di essere stata lasciata sola, allora noi siamo stati abbandonati” dichiara il consigliere del Cda Ama Massimo Ranieri. “Sono deluso e arrabbiato” continua Ranieri “se il piano per Ama era un altro ce lo potevano dire subito. Il problema dei rifiuti non si gestisce con l’ideologia ma servono azioni concrete”.

Sesto Cda Ama in tre anni

Erano i primi di febbraio quando la Raggi “rimosse” dal suo ruolo Lorenzo Bagnacani, l’ex presidente di Ama. Tutto seguendo lo stesso copione; anche a febbraio ci furono scontri sui conti di Ama e tornò il tema dei 18 milioni di credito. Secondo il Comune di Roma questa cifra andrebbe completamente svalutata. Un tavolo di confronto sul tema era nella delibera che cassò il precedente progetto di bilancio 2017. Ma non c’è mai stato. Roma è ora al sesto Cda di Ama in tre anni. Daniele Fortini, Alessandro Solidoro, Antonella Giglio e Massimo Bagatti e il cda guidato da Lorenzo Bagnacani. Questi i nomi dei “decaduti” eccellenti.

Sindacati: “Azienda a un passo da baratro”

“Niente da fare. Seconda assemblea dei soci andata deserta in una settimana. Dopo due anni e mezzo Ama è ancora senza il bilancio consuntivo 2017, mentre sul piano operativo e dei flussi, oltre al vittimismo, non vediamo nulla di concreto. Le dimissioni dell’ennesimo nuovo Cda di Ama portano l’azienda a un passo dal baratro” questa la laconica dichiarazione dei sindacata di Ama. “Visto il mutismo della sindaca Virginia Raggi” continuano i sindacati “non possiamo che prendere atto dell’evaporazione dell’esperienza della Cabina di Regia istituita con il protocollo dell’8 luglio e ritirare la nostra firma. Non ci prestiamo a questo gioco sulla pelle dei lavoratori”. Insomma, soffia il vento del cambiamento è s’è portato via un altro consiglio di amministrazione Ama – ma l’immondizia rimane lì.

Ilaria Paoletti

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