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casale san nicolaRoma, 12 giugno – La seconda scossa del terremoto di Mafia capitale sembra non avere fine, e ha ormai messo in ginocchio un sistema che giorno dopo giorno continua a collassare su sé stesso. L’effetto domino delle indagini sulle entrature del crimine organizzato all’interno delle istituzioni del Comune di Roma ha ormai sfondato la porta d’ingresso del Campidoglio e trascinato fuori in manette diversi amministratori della città ad ogni livello. Proprio fuori dal Comune di Roma in questi giorni si stanno svolgendo in sequenza moltissime manifestazioni di protesta, sit-in, dimostrazioni. Martedì pomeriggio durante i lavori dell’assemblea capitolina fuori dal Campidoglio i gruppi di opposizione, i sindacati e le associazioni hanno messo a dura prova l’ingente spiegamento di forze dell’ordine schierato a difesa del palazzo, mentre all’interno dell’aula consiliare in un’atmosfera surreale la seduta veniva aggiornata dopo neanche un quarto d’ora, non appena approvata la surroga dei consiglieri arrestati.



In mezzo alla vera e propria gazzarra che si stava creando sulla piazza spiccavano però per fermezza, contenuto e unità di intenti gli attivisti del Presidio Casale S. Nicola, che hanno conquistato la scalinata scandendo slogan e srotolando striscioni, accompagnati dalla voce del megafono. Dietro al megafono c’è il portavoce Alberto Meoni, e noi oggi lo incontriamo per il Primato Nazionale.

Black Brain

Qual è stato il motivo della vostra presenza in Campidoglio martedì pomeriggio?

La nostra delegazione ha voluto manifestare per chiedere senza troppe vie di mezzo le immediate dimissioni del vicesindaco Nieri e il conseguente annullamento del bando che prevede l’assegnazione dello stabile dell’ex scuola Socrate, all’interno del quale dovrebbe sorgere il futuro centro d’accoglienza per profughi nel cuore di via del Casale S. Nicola, alle porte della periferia di Roma Nord. Il nostro intento era quello di farci ricevere all’interno per un confronto con l’assemblea e magari proprio con il sindaco Marino, ma a quanto abbiamo saputo sono praticamente fuggiti dalla porta di servizio.

Partiamo dal principio. Quando e come avete scoperto il progetto della creazione di questo centro rifugiati?

A fine aprile. Alcune signore residenti in zona hanno visto delle persone all’interno della struttura ormai in disuso da diverso tempo, e hanno chiesto loro il motivo di quel sopralluogo. Appena saputo della futura destinazione della Socrate la notizia ha fatto il giro del quartiere in pochissimo tempo, e già di lì a poco era stata indetta la prima assemblea straordinaria dalla quale è poi nato il Comitato e quindi il Presidio Casale S. Nicola. Sono ormai cinquanta giorni che la cittadinanza ha spontaneamente dato vita a quella che è a tutti gli effetti una barricata nel cuore del nostro territorio.

Quali sono i motivi del vostro rifiuto?

Le motivazioni del nostro totale rifiuto a questa eventualità si basano principalmente su due dati di fatto che a nostro parere sono incontrovertibili. Il primo è la chiara inidoneità del sito individuato dalla prefettura: parliamo di una costruzione del ‘500, legata a vincoli urbanistici impossibili da aggirare e situata in una zona totalmente isolata dal centro città. E’ impensabile che un quartiere senza fognature, senza strade asfaltate e così lontano da qualsiasi struttura di prima necessità possa ospitare così tante persone e garantirne al tempo stesso l’integrazione sul territorio. In secondo luogo, a quelli che sono gli ovvi limiti strutturali della zona bisogna aggiungere l’enorme impatto sociale che questa scelta sconsiderata provocherebbe: i residenti qui sono circa quattrocento e l’inserimento forzato di cento ragazzi stranieri tra i 15 e i 35 anni minerebbe alla base il tessuto sociale di questa piccola comunità. Qui non si tratta di razzismo e non accetteremo nessun tipo di gabbia ideologica, è evidente che tutta questa situazione andrebbe a ricadere esclusivamente sulle nostre spalle.

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Anche l’iter burocratico che ha preceduto l’assegnazione del bando a quanto risulta è stato viziato da evidenti irregolarità, puoi spiegarci meglio?

È difficile trovare in tutta questa faccenda anche solo un’ombra di trasparenza. Nel particolare del bando di gara, la cooperativa aggiudicataria ha vinto anche grazie a un’autocertificazione che assicurava le garanzie minime di sicurezza e igiene, quando in verità il posto non rispetta nessuno dei parametri necessari richiesti. Ecco il motivo per cui sono stati apposti i sigilli ed ora l’intero edificio è sottoposto a sequestro. Bisognerebbe andare a rivedere tutto l’iter fin dall’inizio, così da poter capire anche perché i lavori alla Socrate erano iniziati già prima dei risultati finali dell’assegnazione.

Tra le intercettazioni uscite in questi giorni su tutti i quotidiani, molto spesso compare il nome del vicesindaco Luigi Nieri, anche se comunque non risulta al momento indagato. In quest’ultimo mese ha fatto diverse dichiarazioni riguardanti la situazione di Casale S. Nicola. Qual è la vostra risposta?

Non è stato certo l’unico a sottolineare la necessità stringente di creare un centro rifugiati proprio qui a Casale S. Nicola, gli hanno fatto eco anche il prefetto Gabrielli e l’assessore alle politiche sociali Francesca Danese in più di un’occasione. Il vicesindaco per la precisione ha detto che gli ostacoli si superano e che lui personalmente si adopererà per la buona riuscita di tutte questa operazione. Quelli che Nieri definisce “ostacoli” sono documenti che attestano l’impossibilità di un’apertura di questo centro, e  lui che è un amministratore queste cose dovrebbe saperle. Ma d’altronde non è certo la prima volta che “forza la mano” quando si tratta di sequestri o dissequestri, basti ricordare la vicenda dell’occupazione Angelo Mai e le conseguenti intercessioni del vicesindaco, in netto contrasto con quelli che erano gli ordini della Procura. Quindi abbiamo deciso di rispondergli con un’altra domanda: quali sono effettivamente gli interessi che coltiva dietro questa assegnazione? Perché proprio questo sito suscita in lui così tanto interesse?

Ultima domanda. Arrivati fino a questo punto, qual è la linea che il presidio Casale S. Nicola ha deciso di adottare?

Il presidio resterà fisso fino al 29 giugno – data di scadenza del bando in questione – e ovviamente anche oltre, fino a quando non saremo sicuri di aver allontanato una volta per tutte la minaccia che incombe sulla nostra terra. Se questi signori hanno deciso di fare tutto quanto in loro potere per attuare questo scempio, è giusto che sappiano che troveranno di fronte una comunità disposta a tutto per difendere i propri diritti e la propria gente dall’ennesimo sopruso perpetrato sulla pelle dei romani. 

Michele de Nicolay

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