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CasaPound sgomberoRoma, 29 set – Un cittadino italiano, romano, che vive in Via del Colosseo da quando è nato, malmenato e arrestato con modalità da “lotta dura al crimine” e due militanti di CasaPound minacciati di denuncia o meglio di essere trasmessi “a Regina Coeli” perché stavano riprendendo la scena. La scena in questione (questo è il link https://www.facebook.com/massimo.ruga7/videos/1230908943638431/) non riguarda né un film d’azione né tantomeno una gigantesca operazione anti-droga, ma lo sgombero coatto delle due famiglie che da circa 3 mesi occupavano le case di proprietà del comune nelle quali abitavano da sempre. Le occupavano da tempo pur abitandovi da 30 anni, perché se pur avevano chiesto all’amministrazione capitolina la regolarizzazione delle loro posizioni, tale richiesta è stata inascoltata e le pratiche si erano inabissate negli innumerevoli faldoni che prendono polvere negli uffici di Roma Capitale.

In campagna elettorale la Raggi aveva promesso di risolvere le situazione delicate dei cittadini italiani in emergenza abitativa e la soluzione è stata dapprima sbattere una signora ultrasessantenne, diabetica e con disabilità motorie in un campo nomadi di periferia e poi mandare l’altra famiglia di occupanti (composta da 4 persone di cui un bambino con disabilità e un cane) in un camping -sempre in periferia – dove però non c’era possibilità di alloggio. Il tutto condito dalle promesse dei funzionari del comune che avevano garantito una sistemazione congrua alle due famiglie. Promessa, chiaramente, disattesa. Tant’è che il vice-presidente di CasaPound, Simone Di Stefano, aveva deciso in accordo con le famiglie, di rioccupare le case di Via del Colosseo 73 fin quando l’amministrazione non si fosse decisa a trovare una soluzione plausibile. E la soluzione è arrivata, tempestiva ed anche oltremodo vigorosa. Sgombero forzato e famiglie in mezzo alla strada. “Addirittura – si legge sulla pagina Facebook di CasaPound Italia – è presente il Pm che segue il caso, mentre a dirigere le operazioni c’è il dirigente Lauro, lo stesso delle cariche di Casale San Nicola (e del G8 di Genova)”.CasaPound sgombero

Nella Capitale d’Italia, nel 2016, si assiste ad un’invasione di immigrati clandestini (sedicenti rifugiati) per i quali vengono spesi fondi e allestiti centri d’accoglienza; i negozi del centro sono tutti appannaggio della comunità cinese e vengono gestiti spesso in modo illegale; lo stato dei trasporti è pessimo; il degrado e l’immondizia prevalgono per le strade; la “sindaca” non riesce a costruire una giunta e se ne va a ballare alla festa del suo movimento a Palermo, ma il problema da risolvere sembrano essere due famiglie di romani. Che forse sono colpevoli di abitare in centro, accanto ad un albergo. Forse la palazzina dove sono nati e dove sono cresciuti diverrà un B&B gestito illegalmente come centinaia di quelli del centro di Roma. Forse pensiamo male e facciamo peccato. Ma forse abbiamo ragione.

Aurelio Pagani

1 commento

  1. Solidarietà a Simone di Stefano e a tutti i Camerati arrestati. In questo stato di merda dove gli stranieri sono coccolati e gli Italiani buttati in mezzo ad una strada (grazie al PD e con il beneplacito dei 5 stelle), CasaPound unica trincea dove si lotta per il nostro popolo e la difesa dell’Italia. AUDERE SEMPER!!!