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Roma, 1 giu — Non si placa la polemica della Partita del cuore, che ha visto l’attrice dei The Jackal Aurora Leone accusare di sessismo l’organizzatore Gianluca Pecchini: Enrico Ruggeri, dopo un primo intervento che non ha mancato di suscitare polemiche ha infatti affidato ieri ai social un lungo sfogo con l’intento di fare chiarezza sull’accaduto.

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Ruggeri ricostruisce il presunto allontanamento di Aurora Leone  

Se già ieri il cantante milanese aveva voluto prendere posizione sull’episodio («I giocatori sono in un tavolo a parte. Funziona così in tutto il mondo»), finendo sulla graticola e beccandosi a più riprese del «fascista» e del «maschilista», ieri ha rincarato ulteriormente la dose. Nel lungo post su Facebook Ruggeri ha cercato di ricostruire i fatti che riguardavano il presunto allontanamento di Aurora Leone, svelando retroscena che fino ad ora erano rimasti nell’ombra. 

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Ma quale Partita del cuore “maschilista”?

«Aurora e Ciro sono stati invitati dalla squadra avversaria. Abbiamo deciso comunque di ospitarli nel nostro albergo», spiega Ruggeri. «Non so quando, ma evidentemente a un certo punto viene detto loro che solo Ciro avrebbe giocato. Presumo che, non essendo noi riusciti a trovare nessuna cantante donna disposta a giocare con noi, come invece altre volte era successo, anche i nostri avversari abbiano pensato di schierare una squadra solo maschile». Già altre volte, quindi, era successo che una donna giocasse nelle lazionali della Partita del Cuore. Un particolare di non poco conto, che già da solo basterebbe a far vacillare la narrazione della Leone. Non solo: «Per fortuna noi avevamo da tempo scelto di dare comunque un segnale, chiamando a dirigere la partita una terna arbitrale femminile (ci piaceva che una donna decidesse e noi fossimo costretti ad ubbidire…)».

Ruggeri: “Escludo che Pecchini abbia pronunciato quella frase”

Ruggeri prosegue descrivendo l’allestimento della cena. «Da 40 anni la nostra abitudine è quella di allestire un tavolo per la squadra, uno per lo staff e altri per gli ospiti, di qualunque sesso siano. Ci vediamo solo alle partite, siamo sottoposti a sollecitazioni di ogni tipo e ci sembra bello parlare tra noi per un’ora per cementare la nostra unione. Quindi — continua — ESCLUDO NEL MODO PIÙ ASSOLUTO che una persona pacata, intelligente ed avveduta come Gianluca Pecchini abbia pronunciato una frase suicida come “non puoi sederti perché sei una donna”!». 

“Adesso sono caz*i vostri”

Poi passa a raccontare dell’alterco «tra Ciro e un membro dello staff, una deprecabile lite tra DUE UOMINI. Non so chi avesse ragione, non c’ero, ma mi è stato detto che si è trattato di un momento molto antipatico da ambo le parti, conclusosi con un “adesso sono caz*i vostri”…relata refero…»

Calciatori in fuga

Il post di Ruggeri passa poi a descrivere i momenti successivi alle accuse di Aurora Leone. E’ subito caos: «Quando esplode “la bomba” ci spaventiamo, cerchiamo di capire e porre rimedio, parlando tra noi fino a notte fonda. La mattina scopriamo che Eros, senza dirci nulla, è partito abbandonando la nave: si diffonde il panico. Inizia una riunione che si protrae per 8 ore, mentre arrivano notizie e pressioni di ogni tipo». I cantanti sono spaventati dalle possibili ripercussioni riguardanti prese di posizioni «sbagliate». Cioè quelle che non si allineano alla versione della Leone. «“Non giochiamo!” “Dissociamoci!” Perché, dico io, non abbiamo nessuna colpa, siamo qui per raccogliere fondi! “Io ho il singolo in uscita!” “Sono fuori con la prevendita!” “Ho chiesto a tizia un feat e magari adesso mi dice di no!”».

Le dimissioni di Pecchini

Poi arriva l’idea di far dimettere Pecchini: «“Se Pecchini si dimette e si prende tutte le colpe noi giochiamo”. Pecchini per salvare l’evento accetta, rovinando la vita a se stesso e alla sua famiglia (qualche giorno dopo sua figlia avrà un attacco di cuore da stress). La stessa persona che lo getta nel precipizio cambia idea e decide comunque di non giocare, seguito da altri… Provo a usare parole come “amicizia” “valori” “lealtà “, ma trovo molti sguardi rivolti al pavimento».
Ruggeri conclude il post con la desolante descrizione della partita, e del comportamento di tanti colleghi che pavidamente si defilano per non subire le conseguenze dei vari tribunaletti buonisti aizzati dalle accuse di Aurora Leone. «Andiamo allo stadio su un pullman semivuoto, io e una decina di persone vere, li  ringrazierò per tutta la vita. In albergo c’è perfino uno che dice “vado in bagno e arrivo subito”, si nasconde nei corridoi e stacca il telefono. Questo è quello che è successo, nulla di più e nulla di meno e la cosa che più mi rattrista è che per “un fatto” che nella realtà non era neppure “un fatto” sia stata rovinata un’iniziativa bella come quella della partita del cuore che in questi anni aveva reso felici molte persone, me per primo».

 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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